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Favola della domenica – Il miraggio

C’era una volta un ragazzino di nome Giuliano che un giorno ebbe una visione.

Si trovava in vacanza con i genitori in un luogo desertico e gli capitò di vedere, tra i riflessi che il sole irradiava sulla sabbia, un’immagine mirabolante.

Insieme alla famiglia, stava percorrendo a piedi un tratto di deserto (grazie al tour turistico che un’agenzia di viaggi aveva organizzato in Medio Oriente) quando s’incantò a guardare in un punto lontano.

Con meraviglia, distinse un esercito di guerrieri arabi in lotta contro figuri dal volto oscuro, bramosi di conquistare la loro terra.

Come in un gioco di ruolo, si trovò a combattere a sua volta. Era dalla parte degli oppressi.

“Giuliano, che ti succede? Svegliati! Dobbiamo andare”. Il padre prese il figlio per un braccio, scuotendolo dalla sua immobilità.

“Oh, che bella avventura ho vissuto!” esclamò il ragazzino muovendo un passo, ancora trasognato.

“Racconta, racconta…” disse la mamma, interessata.

“Sai, c’erano le forze del bene e del male che si scontravano senza esclusione di colpi. Sfavillavano sprazzi di luce per via delle spade che avevano alcuni di loro…”

“Delle spade luminose? Molto strano” osservò il papà.

“Oh, non erano spade semplici, erano spade laser”.

“Interessante”.

“E poi, che è successo?” incalzò la madre.

Nel frattempo, arrivarono diverse jeep per recuperare i turisti sparpagliati sulle dune sabbiose intenti a godere del fascino del deserto. Salendo sul fuoristrada, Giuliano si rivolse al padre:

“Pensa, papà, potevo assistere agli scontri e, nello stesso tempo, parteciparvi. Mi sono schierato con i guerrieri luminosi. Uno di loro mi ha teso una spada lucente perché la usassi. Ero emozionato e impaurito…”

“Tutto ciò è accaduto in pochi secondi?” osservò il padre.

“Sì, come avviene nei sogni. Insomma, ho combattuto con diversi cavalieri nemici e, insieme agli altri, li abbiamo sconfitti”.

“Complimenti per la tua fantasia” disse la mamma. “Il deserto ti ha ispirato una bella storia”.

“Non ho inventato niente” disse Giuliano, offeso e imbronciato.

Nel viaggio di ritorno a casa, il ragazzino non parlò più della sua visione ma, dopo qualche giorno, navigando su Internet, scoprì l’esistenza di Centri in cui veniva insegnata una disciplina sportiva con spade laser.

Ottenne il permesso di iscriversi e, con molto entusiasmo, apprese la tecnica dell’arte marziale che aveva imparato ad amare.

Era certo che il miraggio nel deserto non fosse stato solo un sogno ma un incoraggiamento per diventare prima o poi un guerriero della luce con il potere di portare aiuto a sé e al mondo.

Maria Rosaria Fortini