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Favola della domenica – I coristi

C’era una volta un gruppo di bambini che partecipavano a un coro.

Cantavano in chiesa in molte occasioni religiose.

Il loro insegnante si chiamava Cirillo. “Attenzione alle note alte” diceva ai piccoli tenori “potreste far incrinare qualche immagine sacra dipinta sulle pareti”. Poi rideva per la sua frase scherzosa.

Uno dei coristi, Roberto, aveva una voce potente e, un giorno, si verificò uno squarcio nella parete di fronte a lui.

“Che succede?” pensò sbalordito. “Possibile che sia stata una mia nota più alta delle altre a procurare questo portento?”.

Di lì a poco, comparvero delle immagini straordinarie: su una scala colorata che andava verso il cielo, saliva una lunga fila di persone. Tutte insieme, si girarono e gli fecero un sorriso.

Roberto guardò i suoi amici: “Sembra che soltanto io abbia avuto questa visione”. Turbato, non raccontò nulla a nessuno.

Alle prove successive un compagno, Mattia, attaccò un acuto ma subito si bloccò dicendo: “Guardate, la parete di fronte a noi sta crollando!”

Fu preso in giro perché nessuno dei presenti aveva visto nulla.

Invece Mattia assistette a una scena suggestiva. C’erano i quattro apostoli che facevano ala al Maestro Gesù. “Oh” si sorprese “mi stanno sorridendo…”

Cercò di raccontare l’episodio magico agli altri, ma nessuno volle ascoltarlo.

Nei giorni seguenti, si verificò un terzo caso misterioso. Armandino, un tenorino molto dotato, emettendo un acuto, causò un’ulteriore apertura nel muro della chiesa. Questa volta, apparve la Vergine Maria. Guardando con tenerezza i coristi, Ella fece un magnanimo gesto di benedizione.

Armandino riferì con eccitazione ciò che era avvenuto, ma nessuno gli credette.

“Ti sei inventato tutto!” dissero.

“Non mi sono inventato nulla. Ho visto veramente la Vergine Maria che ci benediceva”.

Roberto intervenne raccontando a sua volta la scena che gli si era presentata giorni prima: “Ho visto dei beati che procedevano su una scala che saliva fino in cielo. Perciò sono sicuro che i miei compagni dicono la verità”.

Il maestro Cirillo, che aveva capacità medianiche, fu certo che qualcosa di straordinario fosse capitato ad alcuni suoi coristi mentre cantavano le toccanti melodie religiose per cui, senza confessarlo, credette ai loro racconti.

Riflettendo, pensò che qualcuno, in alto, volesse dargli un messaggio. Volesse dirgli che il suo lavoro era ben fatto, che la musica, con la voce di tanti bambini innocenti, era in grado di arrivare al cuore, di commuovere, aprendo le porte su un mondo spirituale e magico.

Maria Rosaria Fortini