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Favola della domenica – La miniatura

C’era una volta una bambina di nome Norma che teneva, appesa accanto al suo letto, una miniatura.

Raffigurava l’immagine di una dama d’altri tempi vestita con molta cura. Portava, sull’abito, un colletto di perle.

Norma era affascinata dal suo aspetto elegante e signorile.

“Mi piace molto il suo viso dolce e sorridente” pensava spesso “vorrei diventare come lei”.

La ragazzina non sapeva però come ci sarebbe riuscita. Personalmente, aveva un carattere vivace e impertinente che la portava a essere, a volte, ribelle e disubbidiente.

“Mamma, mi compri un po’ di perline?” chiedeva spesso. “Vorrei un colletto come quello del mio quadretto preferito. Farò bella figura al compleanno di Mauro”.

“Non saresti moderna vestita in questo modo alla festa di tuo fratello” protestava la mamma.

“Lo voglio, lo voglio, lo voglio. Voglio il mio colletto!” gridò un giorno Norma battendo i piedi a terra.

La mamma le diede una severa punizione. La figlia mise il broncio per tutto il giorno ma non rinunciò al suo progetto.

Il giorno successivo, durante la visita della nonna, parlò di nuovo dell’oggetto tanto desiderato.

Nonna Irma decise di accontentarla. Tra le sue riserve di bottoni e aggeggi da cucito, trovò alcune perline. “Che ne dici” disse alla nipote “se cucio un colletto di merletto e poi vi applico le mie perline?”

Norma ne fu entusiasta: “Sono contenta, assomiglierò alla damina del mio quadro. Grazie, nonna”.

Quando provò il vestito così impreziosito, pensò che alla festa del fratello sarebbe stata molto ammirata.

Infatti, una delle sue più care amiche osservò: “Hai messo un abito vintage, a quanto vedo… non ti sta male… e il colletto è veramente originale”.

“Potresti prestarmelo?” domandò Carla, una ragazzina briosa ed estroversa.

“Non se ne parla proprio! E’ mio e non lo presto a nessuno”.

“Se ho capito bene” replicò Carla “tieni molto ad assomigliare alla tua damina del quadretto che tieni accanto al letto…”

“Sì, è’ vero”.

“Ma non sarai mai come lei, ti assicuro”.

“Perché dici questo?”

“Perché non sei né generosa né simpatica, come sembra invece essere lei”. Le compagne si allontanarono, offese.

Norma rimase sbalordita. Non credeva di essere considerata, dalle sue amiche, meschina ed egoista.

La sera, si rivolse alla bella damina. Le disse: “Mi aspetta un lungo cammino per diventare come te. Dovrò migliorare il mio carattere e correggere i miei difetti, ma sono sicura che ci riuscirò. …E ti ringrazio molto di essere sempre la mia ispiratrice.”

Maria Rosaria Fortini