C’era una volta una bambina di nome Gelsomina che un giorno era andata nel bosco insieme al suo amico Gege. Guardava attentamente dietro i cespugli, sui rami più alti degli alberi, tra i fiori.
“Che cosa stai cercando?” le chiese l’amico.
“Una cosa molto importante”.
“Cioè?”
“Sto cercando un pensiero”.
“Un pensiero?! I pensieri non crescono sugli alberi e non si nascondono dietro i cespugli” protestò Gege.
“Non è detto. Mia mamma è alla ricerca di un pensiero speciale. Ha detto: ‘Non sarò felice finché non l’avrò trovato. Se necessario, frugherò anche in mezzo alla natura’. Per questo, vedi, sto rovistando in questo boschetto”.
“Ma che tipo di pensiero è? Non puoi andare alla ventura”.
“Lo riconoscerò quando mi apparirà una scintilla luminosa”.
“Allora ti aiuto. La scintilla so riconoscerla anch’io”.
Per qualche tempo, i due amici vagarono tra un cespuglio e l’altro alla ricerca della scintilla, ma inutilmente. Sedettero sull’erba per riposare.
Gege chiese: “Perché tua mamma non è felice?”
“Non lo so. Ha detto di avere tanti pensieri che le affollano la mente così non riesce a far parlare il cuore”.
“Allora è proprio necessario trovare la scintilla che faccia parlare il cuore, ma come si fa?”.
Ambedue misero le mani sotto il mento per riflettere.
A un tratto Gege esclamò: “Sai che ti dico? Qui ci vuole qualcuno che sappia fare una magia”.
Tirò fuori dalla tasca un fischietto. Lo portò alla bocca. Si udì un sibilo acutissimo.
“Che fai?” proruppe Gelsomina turandosi le orecchie.
“Sto chiamando un mio amico”.
“Lo conosco?”
“No, è un amico segreto. Spero che ti possa aiutare”.
Si presentò un folletto. Danzava toccandosi ora il cappello ora la corta barbetta.
“Buondì caro amico” disse. “Che cosa posso fare per te?”
Gelsomina guardava rapita il nuovo arrivato. La divertiva e sorprendeva allo stesso tempo.
Gege gli riferì la storia della mamma che aveva bisogno di un pensiero che la rendesse felice allargando il cuore e diminuendo le preoccupazioni della mente.
“E’ presto fatto!” esclamò il folletto. Si rivolse alla bambina: “Dì a tua mamma di pronunciare queste parole: ‘Io amo me stessa, amo anche gli altri e nel mio cuore risiede tutto l’amore del mondo’. Vedrai, piano piano produrranno l’effetto desiderato”.
I due amici furono molto grati allo spiritello benefico. Tornarono a casa felici di aver trovato il pensiero luminoso per la mamma e di avere una bella storia da raccontare.
Maria Rosaria Fortini

