Roma ridisegna i suoi confini: la Capitale ora conta 334 quartieri e 22 rioni
Via libera definitivo dell’Assemblea Capitolina alla nuova mappa della città. Entrano Nuova Talenti e Casale Rosso, mentre Castel di Decima diventa quartiere. Il progetto servirà anche a programmare servizi e risorse sulla base dei territori
Roma cambia ufficialmente la propria geografia urbana. L’Assemblea Capitolina ha approvato la nuova mappa della città, che individua 334 quartieri, 22 rioni e 101 zone funzionali.
Si conclude così un percorso durato oltre quattro anni e costruito attraverso il confronto tra Roma Capitale, i Municipi, le università Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, l’Istat, associazioni, comitati di quartiere e cittadini.
L’obiettivo è restituire una rappresentazione della Capitale più vicina alla città che esiste oggi, profondamente trasformata rispetto all’ultima grande suddivisione territoriale realizzata quasi mezzo secolo fa.
Da 332 a 334 quartieri: cosa cambia
La versione approvata in estate prevedeva 332 quartieri urbani e 22 rioni. Il successivo lavoro di revisione ha modificato ancora la mappa, portando il numero definitivo dei quartieri a 334.
Tra le novità figurano Nuova Talenti e Casale Rosso. Castel di Decima passa invece da zona funzionale a quartiere, mentre Acilia Sud-San Giorgio viene distinta in Acilia Sud e Villaggio San Giorgio di Acilia.
Nel Municipio XV, Colli d’Oro confluisce in Labaro e Pietra Pertusa in Valle Muricana, perdendo quindi la precedente individuazione come quartieri autonomi.
Il risultato finale è una suddivisione composta da 334 quartieri urbani, ai quali si aggiungono i 22 rioni storici e 101 zone funzionali.
Una nuova fotografia della Roma di oggi
La nuova mappa non introduce ulteriori livelli amministrativi e non modifica la struttura dei 15 Municipi. Serve invece a individuare con maggiore precisione le comunità e i territori che compongono Roma.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha spiegato che il nuovo strumento consentirà all’amministrazione di disporre di dati più dettagliati, programmare gli interventi e distribuire servizi e risorse tenendo maggiormente conto delle caratteristiche delle singole aree della città.
La precedente suddivisione in zone urbanistiche risaliva al 1977. Da allora Roma ha attraversato profonde trasformazioni demografiche, urbanistiche e sociali, con la nascita e il consolidamento di numerose comunità soprattutto nelle aree più periferiche.
Quattro anni di lavoro con cittadini, università e Municipi
Il progetto è stato coordinato dall’Ufficio di Scopo “Quartieri e Partecipazione”, guidato da Andrea Catarci.
Alla componente tecnica e scientifica è stato affiancato un percorso partecipativo che ha coinvolto direttamente i territori. Municipi, università, Istat, uffici capitolini, associazioni e comitati hanno contribuito alla definizione dei confini.
Proprio le osservazioni arrivate dai cittadini hanno permesso di modificare progressivamente le versioni provvisorie della mappa e riconoscere realtà che, pur essendo già considerate quartieri da chi vi abita, non disponevano di una corrispondente identificazione nella precedente organizzazione territoriale.
A cosa servirà la nuova mappa
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’utilizzo dei dati. La nuova suddivisione permetterà di analizzare Roma su una scala territoriale più dettagliata e di evidenziare con maggiore precisione differenze demografiche, sociali ed economiche tra le varie zone.
Secondo il coordinatore scientifico del progetto Salvatore Monni, poter disporre di informazioni a livello di quartiere consentirà di comprendere meglio anche le disuguaglianze presenti all’interno della Capitale.
I dati potranno quindi essere utilizzati per orientare politiche pubbliche e servizi sulla base delle caratteristiche effettive della popolazione: dalla presenza di bambini e anziani alle necessità sociali dei singoli territori.
Con l’approvazione definitiva dell’Assemblea Capitolina, la nuova geografia diventa così uno strumento con cui Roma punta a conoscere in maniera più precisa le comunità che compongono una città estesa per oltre 1.200 chilometri quadrati e profondamente cambiata negli ultimi cinquant’anni.

