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Catasto: le ultime novità in materia

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Alcuni temi raramente incontrano il favore dei più: due di questi sono la più volte annunciata riforma del catasto e la recente proposta della nuova Imu 2019.

Le ultime norme adottate

Arrivati al 2019, non sono state raggiunte delle novità complete a proposito del catasto e le ultime modifiche risalgono a cinque anni fa, con il D.lgs 198/2014 che regolava il funzionamento delle Commissioni censuarie.

Che cosa Ë stato lasciato in sospeso

Due anni fa la riforma del catasto è stata inclusa nel Programma Nazionale di Riforma (PNR), con l’intenzione di riformulare le rendite catastali entro il 2018. Sarebbe dovuta essere un punto del Def 2017 del Governo Gentiloni, tanto che un disegno di legge avrebbe previsto la sostituzione del catasto terreni con il catasto del suolo e avrebbe aggiornato i valori catastali dei terreni agricoli per rimediare ai valori troppo alti se confrontati alla produttività.

Se la riforma fosse stata portata avanti, i comuni avrebbero avuto un ruolo nella revisione delle rendite: per fare ciò, si sarebbero presi in considerazione i vari contesti socio-economici e la composizione del nucleo familiare. I possibili immobili sarebbero stati ordinari (O) o speciali (S), non più distinti all’interno di categorie e classi.

Gli appartamenti avrebbero fatto parte della categoria ordinaria O/1, mentre le ville avrebbero fatto riferimento a un’altra norma. Entro le categorie O/1 (alloggi all’interno di condomini) sarebbero stati inclusi gli immobili residenziali del gruppo A, in O/2 le abitazioni isolate e villette a schiera, in O/5 le cantine e le soffitte, in O/6 i box auto e i garage, i posti auto coperti e scoperti.

Il valore degli immobili dipende tuttora dai vani, mentre l’idea della riforma era di determinarlo a seconda della superficie, di basarsi quindi sulle reali caratteristiche, oltre che sulla zona.

Le reazioni alla mancata modifica

Allo slittamento della riforma ha reagito in particolare il Consiglio Nazionale Geometri, il cui Presidente Maurizio Savoncelli già nel mese di agosto si era rivolto al governo affinché prendesse in considerazione la riforma del catasto.

Il problema evidenziato da Savoncelli è che un mancato intervento in questo senso potrebbe agevolare coloro che giocano su difformità quali il mettere sullo stesso piano edifici popolari e case di lusso.

Il rischio di trattamenti iniqui può essere evitato nei seguenti modi: con la modifica del sistema estimativo, eseguendo una lettura aggiornata del patrimonio immobiliare e con l’introduzione di una banca dati dinamica; in particolare il Presidente ha indicato come strategico l’utilizzo delle procedure informatizzate PREGEO (Pretrattamento Geometrico) e DOCFA (Documenti Catasto Fabbricati), oltre che l’affidarsi a figure professionali che non solo preservino il patrimonio esistente ma sappiano valorizzarlo mediante le innovazioni tecnologiche.

A riguardo, oggi il disbrigo delle pratiche catastali Ë notevolmente favorito dalla possibilità di servirsi dei vari servizi online.

La questione aggiornata a oggi

Nell’ottobre 2018 il deputato del Movimento 5 Stelle Raffaele Trano ha fatto un resoconto della nota di aggiornamento al Def in Commissione Finanze alla Camera e ha spiegato che la riforma del catasto sarebbe slittata ben oltre i termini stabiliti inizialmente, motivando tale scelta con il fatto che “in questa fase il governo non ritiene opportuno rivedere nuovamente l’imposizione sugli immobili, in quanto oggetto di numerosi cambiamenti legislativi negli ultimi anni”.

Non Ë solo questo il punto. Questa riforma, per come Ë stata abbozzata, presentava un certo rischio di impoverimento per le famiglie: in primo luogo a causa dell’impossibilità di applicare le aliquote, ma anche perché sarebbe cresciuto il valore delle case nelle grandi città e con questo sarebbero aumentate le tasse.

Si Ë parlato di un aumento delle imposizioni fiscali di almeno cinque volte in centro e del doppio in periferia. La riforma è stata a suo tempo sperimentata a Roma e a Milano, dove si è evidenziato che insieme all’aumento delle tasse sugli immobili (Tasi e Imu) sarebbe cresciuto il valore di mercato di oltre un terzo.

Tassa unica sulla casa

A proposito di Imu, la “Nuova Imu 2019” è una novità che prevede l’assorbimento della Tasi entro un’unica imposta che potrà essere pagata con un bollettino precompilato.

L’aliquota massima sulla prima casa Ë pari allo 0,4%, fino a un massimo dello 0,6%: è fissata all’11,4%. Questo provvedimento, che è stato accolto con alcune critiche, ha visto un commento negativo anche da parte del Presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, per il quale “gli emendamenti al disegno di legge di bilancio che prevedono la tassa unica sulla casa – sostitutiva delle attuali Imu e Tasi – nascondono un aumento di tassazione”.

La proposta della maggioranza deve essere ancora votata in Parlamento e verrà inclusa nel testo della legge di bilancio 2019.

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