Settore travel: come ripartire dopo la crisi puntando sul marketing

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    L’avvento della pandemia ha messo in crisi numerosi settori. Di sicuro il mondo del travel è quello che più di tutti ne ha risentito. Allo stato attuale delle cose, le imprese turistiche, consce del fatto che la stagione 2020 sia oramai andata, stanno cercando di comprendere come muoversi per gli anni venturi. Di certo, il ruolo del marketing sarà fondamentale per permettere agli operatori del settore dei viaggi come superare al meglio la crisi e l’incertezza che oggi la fanno da padrone.

    Nel dettaglio, chi lavora all’interno di questo affascinante universo, si ritrova ad avere a che fare con tutta una serie di problemi: le persone sono rimaste a casa, uscendo solo per fare la spesa nei supermercati affollati. Abbiamo inoltre assistito alla diffusione in larga scala del fenomeno home office.

    Per diversi mesi, i viaggi sono stati preclusi a tutti. Con l’avvento dell’estate, qualcosa si è mosso. Tuttavia, inutile negarlo, l’avvento del Coronavirus ha cambiato tutto, specie in termini sociali, dato che sta influenzando il modo di agire della gente a livello globale.

    Ne consegue che adeguare le strategie di marketing al momento storico che viviamo è oramai una cosa necessaria.

    Cosa fare per superare al meglio la crisi che attanaglia il settore travel?

    1. No tassativo alle campagne pubblicitarie a pagamento

    Se l’obiettivo di un’agenzia turistica è quello di spingere forte sulla vendita dei pacchetti viaggi, è bene sin da subito scartare l’ipotesi delle campagne pubblicitarie. Investire in Google Ads o in Facebook Ads non sortirebbe l’effetto desiderato, per il semplice motivo che in questo momento storico la gente si dimostra poco incline a viaggiare e a lasciare il territorio dove vive.

    La migliore scelta possibile è quella di non rischiare, perché il budget verrebbe speso male. Tutto ciò non vuol dire affatto arrendersi, ma di converso cercare soluzioni alternative. Puntando magari direttamente sull’anno venturo, quando si spera che la crisi e la minaccia della pandemia siano solo uno sbiadito ricordo del passato.

    L’agenzia turistica, chiaramente, dovrà accollarsi il rischio di poter annullare la prenotazione, a fronte di un ulteriore lockdown. Inoltre, il marketing avrà un ruolo determinante. Pensare alla prossima vacanza come ad un soggiorno ristoratore volto a scacciare lo stress accumulato per parecchi mesi dove non è stato possibile viaggiare sarà l’idea di fondo che numerosi copywriter diffonderanno sul web.

    2. Puntare sull’aggiornamento

    I tempi morti, dove mancano i picchi di lavoro sono sotto certi aspetti un’opportunità da sfruttare. Corsi di formazione e webinar sull’argomento possono essere utili per rilanciare il business. Anche lo storytelling giocherà nei prossimi mesi un ruolo di cruciale importanza nel comparto dei viaggi. Grafiche accattivanti e video in alta definizione, volti a presentare le location e le mete turistiche come mai prima d’ora, possono essere sinonimo di vantaggio competitivo.

    Inoltre, sempre a livello di marketing, le campagne SEO serviranno a rilanciare fortemente il settore, purtroppo, messo in crisi dalla pandemia. I pacchetti viaggi oggigiorno vengono acquistati con sempre maggiore regolarità su internet. Ne consegue che per un’agenzia turistica apparire sulla prima pagina di Google e dei vari motori di ricerca è un vantaggio considerevole, perché vuol dire avere maggiori chance di sedurre coloro che amano viaggiare.

    3. Monitoraggio dei dati e delle statistiche

    Anche nel mondo dei viaggi le statistiche e i dati del sito di un’agenzia turistica vanno sempre e comunque tenuti sotto controllo. L’impiego di strumenti del calibro di Google Analytics risulta oggi più che mai imprescindibile per comprendere le dinamiche evolutive del settore prima e dopo l’avvento del Coronavirus.

    Vedere cosa cercavano i clienti potenziali prima e dopo la pandemia o più precisamente come sono cambiate le interrogazioni di ricerca è utilissimo per costruire nuove strategie di marketing, al fine di rilanciare il comparto travel.

    4. Favorire l’home office

    Il mondo è cambiato e anche nel settore dei viaggi, lavorare in home office sarà indispensabile. In questa maniera alternativa, fare networking sarà comunque possibile.

    5. Capire su quale tipologia di viaggi puntare e su quali no

    Come già detto in più occasioni, la pandemia ha cambiato il mondo. La vera sfida per gli operatori del mondo travel sarà capire sin da subito su quali viaggi puntare e quali vacanze tagliare in ottica di breve-medio termine.

    Lo scenario delle destinazioni andrà valutato a livello globale. Ogni meta turistica andrà distinta per potenzialità di guadagno tra “a forte affluenza”, “a media affluenza” e a “scarsa affluenza”. In concreto, per i viaggi in Cina e in Asia con ogni probabilità occorrerà attendere un paio d’anni.

    6. Cosa vendere meglio?

    Ogni agenzia viaggi dovrà avere un suo core business. Puntare su viaggi per single, destinazioni italiane o viaggi benessere potrebbe essere la scelta migliore. Per vendere al meglio i pacchetti viaggi in questione, il ruolo del marketing sarà senza ombra di dubbio decisivo.

    Il prodotto dovrà infatti essere presentato in maniera attraente, affinché sia di successo.

    7. Ridefinire il target

    Inevitabilmente, chi opera nel settore travel dovrà impegnarsi non poco e adattare i pacchetti viaggi ad un target nuovo. Una volta fatta la scelta, il registro di comunicazione impiegato sarà di fondamentale importanza per persuaderli a viaggiare in modo sicuro.

    Conclusioni

    Insomma, per chi opera nel settore travel, quello in corso è un periodo di stasi in vista di future stagioni, dove la domanda dei viaggi e delle vacanze sarà inevitabilmente destinata a salire.

    Compito del marketing sarà quello di sottolineare la massima sicurezza quando ci si sposterà in altre mete, italiane e all’estero, oltre che rendere i pacchetti viaggi unici. Un taglio emozionale farà di certo la differenza. Le agenzie di viaggi, pertanto, farebbero benissimo ad ingaggiare nuovi copywriter e addetti al web marketing nel loro staff.

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