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Auguri QUARK ! 40 anni di scienza e cultura

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    La celeberrima e più longeva trasmissione scientifica italiana è arrivata a compiere 40 anni.

    Questa rubrica scientifica ideata e condotta da Piero Angela, già noto giornalista e divulgatore, andò in onda mercoledì 18 Marzo 1981.  Il conduttore di Quark apri la prima puntata con queste parole: “Il titolo Quark è un po’ curioso e lo abbiamo preso a prestito dalla fisica, dove molti studi sono in corso su certe ipotetiche particelle subnucleari chiamate appunto quarks, che sarebbero i più piccoli mattoni della materia finora conosciuti. È quindi un po’ un andare dentro le cose.”

    Come ricorda Piero Angela: “Fu per me un giorno importante: quella sera, infatti, andò in onda la prima puntata di “Quark”. Da tempo pensavo di creare una rubrica settimanale, perché avrebbe permesso alla scienza di essere più presente in TV e anche di spaziare in tanti campi. Finalmente il progetto andò in porto. Il programma durava 55 minuti ed era composto da quattro o cinque servizi, girati in Italia e all’estero. Quella prima serie fu di diciotto puntate, più altre dieci realizzate con documentari naturalistici”.

    Angela aveva sottolineato riguardo alla trasmissione Quark: “La prima volta che siamo andati in onda c’era ancora l’Unione Sovietica e si parlava di rifugi antiatomici” (riportato dall’ANSA).

    Racconta il conduttore di Quark: “Nel 1981 nasceva anche il primo personal computer, mentre il telefonino e internet erano lontani. Andare in onda alle 21.35 significava essere già in seconda serata: in quella storica prima puntata portammo a casa un risultato di oltre 9 milioni di telespettatori, quasi quanto il Festival di Sanremo oggi. A quel tempo, gli ascolti erano completamente diversi da quelli attuali: pensate che “Portobello”, la popolarissima trasmissione di Enzo Tortora, superava i 20 milioni di spettatori (poi venne Berlusconi…). Per trovare il titolo del programma ci fu una lunga selezione su una lista di cinquanta proposte. Alla fine prevalse “Quark”, inteso come “andare dentro le cose” (i quark sono quelle minuscole particelle che si trovano nel nucleo degli atomi) ”.

    L’anno seguente andò in onda “Il Mondo di Quark” che fu il primo prolungamento del marchio, con un appuntamento quotidiano alle due del pomeriggio, seguito da moltissimi studenti.

    Nel 1986 e nel 1987 fu la volta di due prime serate su Rai 1 sui problemi del clima: atmosfera e oceani. Poi tre serie televisive che sfruttarono le nuove tecnologie di rappresentazione grafica tramite computer: un viaggio dentro il corpo umano (La macchina meravigliosa, in otto puntate), nella preistoria (Il pianeta dei dinosauri, in quattro puntate), e nello spazio (Viaggio nel cosmo, in sette puntate). Queste serie, realizzate con la collaborazione del figlio Alberto, tradotte in inglese, sono state vendute in oltre quaranta Paesi europei, americani e asiatici, paesi arabi e Cina.

    Poi nel 1995 nascono “Superquark” e gli “Speciali di Superquark”, puntate monotematiche su temi di interesse storico, sociale e scientifico.

    In seguito, la serie di Quark si diramò in varie direzioni arrivando sempre più al successo e allargandosi a diversi argomenti scientifici e culturali che destavano sempre più l’interesse delle persone. Così nacquero: “Quark Enciclopedia”, “Quark Atlante”, “Serate Quark”, con programmi dedicati all’ecologia, alla storia, all’archeologia, all’economia e a molti altri campi, giungendo così il 4 giugno del 1999 a festeggiare le duemila puntate.

    Piero Angela, come ha evidenziato all’intervista di New Normal Live,: “La Rai è un servizio pubblico: deve aiutare la gente a capire, a rendersi conto di quanto la ricerca, l’innovazione, e il buon senso possano aiutare il Paese a superare i problemi”. Agli scienziati dice: “dovete alzare la voce, spiegare quello che fate”.

    È proprio il concetto educatore che Angela ha della TV che lo ha spinto più volte a spiegare l’importanza di una trasmissione scientifica alla portata di tutti.

    Per questo Piero Angela spiega: “Trovare un linguaggio adatto era importante, e fu forse questa l’innovazione principale che ci permise di parlare di qualunque argomento usando persino i cartoni animati. Sin dalla prima puntata, infatti, cominciò a collaborare al programma il celebre Bruno Bozzetto. E qui bisogna chiarire una cosa che forse non tutti hanno capito. Per tradizione, siamo abituati a considerare i cartoni animati come film per bambini: storie divertenti, personaggi di fantasia, racconti fiabeschi. Usare quindi il cartone animato per fare scienza può dare l’impressione di fare divulgazione per un pubblico infantile o terra terra”.

    Il programma ebbe successo non solo da noi in Italia ma anche all’estero come menziona Angela: “Pensai che questo programma si sarebbe potuto vendere bene all’estero, e, come dicevo, decidemmo di girarlo anche in lingua inglese: venne in studio un dialogue coach a controllare il mio inglese, correggendomi ogni volta che era necessario. Il tutto fu poi ulteriormente doppiato da un attore inglese sul mio labiale, e ne uscì una versione perfetta. A quel punto, attraverso i contatti RAI, cercammo un partner forte per poter entrare nella distribuzione internazionale: alcuni dirigenti della Prima rete tedesca visionarono le prime puntate e immediatamente si associarono. In breve tempo, il programma fu venduto in ben quaranta paesi nel mondo!

    Ricorda il conduttore: “Un giorno ricevetti la notizia che il programma (il cui titolo definitivo era diventato “La macchina meravigliosa”) era stato inviato al Festival Internazionale del Film Scientifico a Tokyo, e che, su 100 partecipanti, si era classificato al secondo posto (venne addirittura l’ambasciatore giapponese in RAI a consegnare il premio). Qualcuno disse che sembrava quasi che la RAI fosse diventata la BBC, capace di vendere i suoi programmi in tutto il mondo”.

    Forse il segreto del successo della più famosa e longeva trasmissione di divulgazione scientifica italiana è racchiuso in queste parole di Piero Angela: “Quello di rinnovarsi sempre, di trovare ogni volta formule differenti. Scelgo i giornalisti e gli autori che lavorano in redazione in base alle loro capacità professionali, alla loro voglia di fare, alla loro inclinazione al lavoro di gruppo. Lo spirito di equipe è fondamentale: in redazione c’è entusiasmo, c’è la voglia di lavorare insieme: questo dà aria e vivacità al programma, e i risultati si vedono, anche in termini di ascolto. L’obiettivo è quello di esplorare sempre nuovi campi, ma con la costante preoccupazione di non stancare mai il pubblico. È stato questo il filo conduttore di tutto ciò che è nato da Quark”.

    Non c’è che dire, in questi 40 anni la trasmissione “Quark”, con il suo seguito, ha condotto nel porto sicuro della scienza, non solo milioni di italiani ma anche milioni di persone nel mondo. Una ben meritata carriera alla luce dei fatti.

    Emiliano Salvatore

    Link:

    https://www.facebook.com/SuperQuarkRai/videos/829396810735098/

    per approfondire:

    Angela, Piero. Il mio lungo viaggio: 90 anni di storie vissute. Mondadori

    Amato, Nicola. Piero Angela: Come puntare alla più alta soglia dei contenuti con la più semplice soglia del linguaggio.

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