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C’ERA UNA VOLTA ROMA.. Circo Massimo

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Situato tra il Palatino e l’Aventino, il Circo Massimo viene ricordato come sede dei giochi sin dagli inizi della storia della città di Roma. Largo 140 metri e lungo 600, è considerato la più grande struttura per spettacoli costruita dall’uomo in grado di ospitare fino a 250.000 persone.

Vero e proprio luogo dedicato al divertimento ed alla socializzazione, dava il via ai giochi con la tradizionale lunga processione durante la quale i sacerdoti e gli uomini importanti, sfilavano insieme ai saltimbanchi, musicisti e danzatori. I veri protagonisti della gara erano gli aurighi ed i loro carri e cavalli. Potevano essere organizzate fino a cento corse al giorno ed iniziavano la mattina presto fino a protrarsi al calar del sole. Non importava che tu fossi uomo o donna, schiavo o nobile, ricco o povero, tutti potevano partecipare entrando al Circo gratuitamente.

La leggenda narra che, ai tempi dell’antica Roma, in quel luogo sede di divertimento e spasso, avvenne un episodio rimasto alla storia per secoli. Romolo, dopo aver fondato Roma, si rese conto che la potenza della città era data dalla forza militarmente indiscussa del suo popolo, ma che scarseggiava di donne ed in tal modo, il popolo romano sarebbe scomparso.

Alla luce dei fatti, il re di Roma organizzò uno spettacolo aperto a tutti gli abitanti della regione, allo scopo di rapire tutte le donne rendendole prigioniere dei romani.

Così avvenne il Ratto delle Sabine durante i festeggiamenti del 21 luglio, ricordato oggi come un enorme rapimento di massa che portò alla dichiarazione di guerra, da parte dei popoli privati delle loro mogli e figlie.

I sabini ed i romani entrarono in guerra, ma le fanciulle, nonostante tutto, invocarono la pace facendo cessare la battaglia. Un trattato di pace e di alleanza prevedeva che Romolo e Tito Tazio, re sabino, avrebbero governato insieme.

Questo episodio rimase impresso nella storia della nostra Roma ed ancora oggi, nell’usanza di varcare la soglia di casa con la sposa in braccio, rievochiamo quel momento in cui le fanciulle sabine varcarono le mura della città contro la loro volontà.

Con un altro racconto della nostra bellissima città, vi diamo appuntamento al prossimo capitolo della nostra C’era una volta Roma..

Isabella Alboini

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