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C’era una volta Roma… “Costanza De Cupis”

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Al centro della nostra capitale, in una delle vie più famose, possiamo ammirare in perfetto stile barocco, un grande edificio, dimora di una delle ragazze più avvenenti del XVII secolo.

Ci troviamo in via dell’Anima e la ragazza della quale vogliamo raccontarvi, è Costanza Conti De Cupis.

La giovane fanciulla, subito dopo essersi sposata, si trasferì a Roma in una delle residenze della ricca borghese famiglia del marito, in un palazzo affacciato sulla bellissima Piazza Navona.

Costanza era una fanciulla di bellezza da far invidia alle dame dell’aristocrazia del tempo, ma ciò che in realtà colpiva maggiormente l’attenzione, erano le sue splendide mani.

La loro perfezione era ammirevole a tal punto che fu chiesto ad un artista romano, di riprodurne il calco in gesso. Il calco venne eseguito alla perfezione e venne esposto nella bottega romana dell’artista.

L’opera divenne talmente famosa ed ammirata, che la gente andava a vederla in pellegrinaggio, come fosse una reliquia.

Un giorno, un frate di San Pietro in Vincoli, giunse alla bottega e rimase stupefatto dall’ammirazione scaturita dalle persone, più attratte da quell’opera che dalla croce di Cristo. Cosi’ disse ”Se quella mano è umana, merita di essere tagliata!”.

Quell’episodio giunse alle orecchie di Costanza che da quel giorno si fece prendere dal terrore e dall’angoscia, vedendo in quell’affermazione un oscuro presagio.

Costanza ordinò immediatamente che il calco venisse distrutto e prese la decisione di rimanere chiusa in casa per rinunciare alla vita mondana per tenersi lontana da qualunque premonizione.

Il destino volle che la ragazza si pungesse con uno spillo durante un ricamo e, quella che sembrava una futile ferita, si infettò e si estese rapidamente per tutta la mano ed il braccio costringendo i medici all’amputazione dell’arto.

Quella drastica decisione non riuscì a salvare Costanza perché l’infezione era ormai in circolo portando la fanciulla alla morte.

Si narra che il fantasma della fanciulla, si aggiri ancora oggi nel palazzo della sua residenza, vagando senza pace.

In una delle finestre affacciate su Piazza Navona, durante la luna piena, quando i raggi di luce illuminano la facciata dell’edificio, si puo’ vedere la mano apparire attraverso il vetro.

Quindi andate ed osservate la luna alzarsi in cielo ed osservate le finestre della dimora De Cupis attendendo che la bella e dannata fanciulla si mostri.

Tra mitiche leggende di epoche lontane, a volte nostalgiche e tristi, a volte ricche di oscuri misteri, vi diamo appuntamento alla prossima settimana con un altro capito della nostra C’era una volta Roma…

Isabella Alboini

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