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Le iniziative di Eni nell’Economia Circolare

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L’economia circolare di Eni nella raffinazione.  Nel downstream l’impegno di Eni in un’ottica circolare si sostanzia sia nella trasformazione delle sue raffinerie tradizionali in bio-raffinerie che nell’identificazione di soluzioni innovative per la produzione di bio-oli e oli microbici.

BIO-RAFFINERIE

La bio-raffineria di Venezia rappresenta il primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in una bio-raffineria in grado di produrre biocarburante di alta qualità, l’Enidiesel+, che contiene il 15% di prodotto rinnovabile. Inoltre entro l’anno verrà completata la bio-raffineria di Gela. Insieme dal 2021 consentiranno di superare la quota di un milione di tonnellate di green diesel prodotto da Eni in Italia.

ACCORDI PER LA RACCOLTA DEGLI OLI ESAUSTI

Sugli oli esausti l’impegno di Eni per diversificare la materia prima vegetale che alimenta le bio-raffinerie ha fatto della società il principale utilizzatore di oli esausti raccolti in Italia. Eni ne promuove anche la raccolta attraverso accordi sottoscritti con il CONOE e diverse municipalizzate, prevedendo anche il coinvolgimento dei propri dipendenti attraverso la raccolta dell’olio alimentare esausto prodotto nelle loro abitazioni. A tal fine Veritas e AMA, le due municipalizzate di Venezia e di Roma, hanno installato presso le sedi operative e gli uffici Eni dei contenitori dedicati alla raccolta degli oli di cucina.

Eni ha inoltre avviato una campagna informativa interna per diffondere la cultura del riuso, in particolare per spiegare che gli oli esausti, o comunque non più idonei all’alimentazione umana, sono rifiuti che possono essere facilmente dispersi e quindi divenire un potenziale pericolo per la salute umana, animale e dell’ambiente, e dannoso in particolare per le infrastrutture fognarie, i depuratori e la falda acquifera; per contro, se correttamente gestiti e recuperati, costituiscono una risorsa per la produzione di biocarburanti, lubrificanti e basi per detergenti.

BIO-OLIO DA RIFIUTI ORGANICI e OLIO MICROBICO DA RIFIUTI DI BIOMASSA LIGNOCELLULOSICA

Nel campo della raffinazione, inoltre, Eni sta sviluppando soluzioni che consentano:

·       la produzione di bio-olio da rifiuti organici (FORSU), impiegabile direttamente come olio combustibile a basso contenuto di zolfo per combustibile marina o da inviare a un successivo stadio di raffinazione per la produzione di bio-carburanti da impiegare nei trasporti;

·       la produzione di olio microbico da rifiuti di biomassa lignocellulosica (come la paglia di grano, paglia del mais e altre materie prime di risulta), generando così un feedstock avanzato (non in concorrenza con l’uso alimentare e dei mangimi) per la produzione di green diesel.

Eni ha inoltre aperto dei tavoli tecnici congiunti sia con AMA che con Veritas per studiare la fattibilità di progetti industriali per trasformare i rifiuti provenienti dalla raccolta urbana in prodotti energetici, in particolare, per la progettazione di impianti industriali che, alimentati dalle diverse frazioni, producano biometano, bio olio e idrogeno.

BIO-METANOLO DA CO2

Eni ha anche allo studio anche la cattura della CO2, per esempio direttamente su autovetture, e sua trasformazione in metanolo utilizzando idrogeno magari prodotto direttamente da rifiuti o da elettrolisi con energia elettrica rinnovabile.

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