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Una giornata coi terremotati di Visso

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Scrivo da San Severino Marche. Io sono romana e vivo qui, luogo di origine di mio marito, dal 2007.

Ci trovavamo in casa quando sono avvenute le scosse di terremoto del 23 agosto e del 30 ottobre. Tutti i paesi del centro-regione ne sono stati colpiti, fino ad Amatrice. San Severino ha avuto danni e disagi per la popolazione dell’entità del 42% nell’ambito delle scuole, delle case, delle chiese.

foto-3In gran quantità, le famiglie hanno dovuto cambiare molti aspetti della loro vita. A causa dell’inagibilità della loro abitazione o per la paura dovuta al trauma, sono stati costretti a trasferirsi nei paesi lungo il mare oppure nelle case di campagna o, addirittura, sono andati a vivere nei camper e nei garage. Le attività commerciali in molti casi hanno cambiato dimora oppure hanno dovuto chiudere, come è avvenuto per parecchi ristoratori.

I ragazzi delle scuole, dopo più di un mese di chiusura, sono stati dislocati in edifici provvisori oppure in tendoni collocati in zone protette per poter riprendere le lezioni.

Allo stesso modo, le chiese sono state dichiarate inagibili o comunque pericolose. Le funzioni vengono svolte in tendoni sistemati nei campi sportivi o in aree all’aperto.

foto-2Altre cittadine nei pressi di San Severino sono state colpite dal terremoto molto di più, come ad esempio Visso.

Domenica scorsa ci siamo recati a visitarla in qualità di Consiglio di Amministrazione dell’Università della Terza Età dell’Alto Maceratese che fa capo a San Severino.

Posteggiata la macchina all’arrivo, abbiamo raggiunto il piazzale, (visto che il centro città e la piazza sono inagibili) gremita dalle Forze dell’ordine. Pochissime persone si vedevano in giro, soltanto una pasticceria era parzialmente aperta.

Proseguendo per le strade della cittadina, siamo stati colpiti da una sfilza di case gravemente danneggiate o parzialmente crollate. Una ci è apparsa come un mucchio di mattoni ricoperti dalle tegole del tetto ancora intatto. Ci hanno detto che, in tutto il paese, si sono salvate soltanto sei o sette abitazioni.

foto-6Siamo stati ospitati nella palestra della scuola elementare ancora in piedi. Avevamo in programma una lezione di Arte per gli iscritti dell’Università della terza Età che avevano seguito abitualmente i corsi negli anni precedenti. L’insegnante, il professor Capriotti dell’Università di Macerata, ha avuto piacere di condividerne almeno una. Ci ha parlato del miracolo della Madonna della Pieve di Santa Maria Annunziata, in località Mevale, a 25 Km da Visso, avvenuto nel XIII secolo.

A fine esposizione, insieme alle gentili ospiti, abbiamo raggiunto un luogo che ci si è presentato come conseguenza di ciò che la forza incontrollabile della natura può causare.

Al centro di un piazzale stazionavano le tende blu dell’esercito e della Croce Rossa. Un tendone verde si allungava lungo il centro della strada. Ospita la mensa che la Croce Rossa gestisce per i residenti e le Forze dell’ordine che lavorano in città.

Abbiamo consumato il pranzo all’interno del tendone dove tutto funziona alla perfezione. Siamo stati felici di condividere in minima parte le esigenze sopravvenute alla popolazione di Visso che,  in gran parte, sono anche le nostre.

foto-4Il sentimento di tutti era di affetto reciproco e di dispiacere nel constatare quanta forza e quanto spirito di adattamento siano necessari per superare le fasi più difficili dopo gli eventi catastrofici dovuti al recente sisma in cui tanti paesi marchigiani sono stati coinvolti.

Comunque, l’umore di tutti i terremotati è di preoccupazione e di dolore per l’incertezza del futuro. Tra l’altro, la maggior parte si sentono orfani delle alte istituzioni e anche di quelle locali, che non si attivano con la dovuta sollecitudine per la demolizione delle case pericolanti e la ricostruzione di quelle gravemente danneggiate e, prima ancora, per far intervenire tecnici esterni per dare un parere definitivo circa l’agibilità delle loro case. In tale stato d’animo, quasi tutti non riescono a provare gioia per l’avvento del prossimo Natale.

Ma, come ha precisato il nostro Rettore, il professor Gianmario Borri, quest’anno i fedeli potrebbero sperimentare il Natale più profondamente che negli anni passati. Chi è senza casa, potrà sentire un’analogia con la Sacra Famiglia che è stata costretta a vagare di casa in casa, di albergo in albergo, in cerca di un rifugio. La visita dei pastori può simboleggiare l’interesse e la solidarietà di chi viene a visitare le popolazione disagiate e, infine, le domande che ciascuno si pone circa il motivo di dover affrontare una situazione di grave disagio e incertezza per il futuro sono le stesse che, con tutta probabilità, i genitori del Bambinello si ponevano pensando al modo di eseguire al meglio il compito divino che era stato loro affidato.

Questa visita a Visso, ad un paese tra i più colpiti dal terremoto, ci ha regalato un sentimento di piacere particolare. L’abbiamo vissuto come un omaggio, all’arte religiosa di cui ha parlato l’insegnante di Arte e come un dono, come un atto di vicinanza ai cittadini e agli amici dell’Università della Terza Età.

Con questa breve cronaca della situazione delle zone terremotate del centro Italia e più in particolare della zona di Macerata, nel centro delle Marche, spero di aver dato una piccola testimonianza di quali siano le conseguenze di un sisma e gli stati d’animo che esso produce, nel breve e nel lungo termine, nell’animo di chi più di tutti ne è stato colpito.

Insieme ai miei concittadini e alle località terremotate, auguro a tutti un Buon Natale!

Maria Rosaria Fortini

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