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La rivoluzione degli smart speakers

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Il 2018 è probabilmente destinato ad essere l’anno più rivoluzionario dal punto di vista della comunicazione, almeno fino ad ora. Lo sviluppo di nuovi mercati come il Sud-est asiatico, il Medio Oriente e l’America Latina hanno permesso la promozione di nuove tecnologie potrebbero causare un enorme cambiamento nel modo in cui le aziende commercializzano i loro beni online. Tra le tendenze del momento, una delle più rilevanti è sicuramente quella degli assistenti virtuali e vocali, uno strumento molto usato dagli utenti degli smartphone, soprattutto dai più giovani, autentici protagonisti della rivoluzione digitale. Mentre l’economia si muove in modo sempre più dinamico, con le borse mondiali, tra cui quella di Tokyo, a ringraziare, andiamo a vedere quali sono i due fenomeni principali dello smart speaking.

Google, sempre all’avanguardia

Google

Le ultime stime ufficiali confermano che alla fine del 2017 sono stati ben due miliardi di persone quelle che hanno usato i loro dispositivi mobili per fare acquisti online a livello globale, e che circa il 95% degli utenti cerca informazioni locali sui propri telefoni prima di chiamare o visitare un’azienda.

Secondo Google, “circa l’85% degli acquirenti online avvia un acquisto su un dispositivo e finisce su un altro.” Tale tendenza presenta un prospetto importante verso nel 2018, ossia quello dell’integrazione di piattaforme e dispositivi online. Così, mentre le aziende avranno bisogno di un solido back-end per collegare i clienti al loro marchio, ecco aumentare l’importanza degli “smart speaker”.

Quello di Google, azienda da sempre all’avanguardia, è stato da poco introdotto nel mercato e risponde al nome di Google Home.

Tale strumento permette in tutto e per tutto di sostituire una persona in una telefonata volta ad assicurarsi un servizio, come ben esemplificato dalla dimostrazione pubblica dell’azienda statunitense nella quale il computer stesso prendeva appuntamento dal parrucchiere. In sostanza, lo smart speaker spicca per la sua capacità di adattarsi al contesto, proprio come se si trattasse di una persona in carne ed ossa.

Tale strumento arriva ad assumere un’importanza elevata, soprattutto adesso che i consumatori hanno poco tempo e non intendono perderlo con informazioni irrilevanti.

La scommessa vincente di Amazon

Amazon

Amazon, anch’essa sempre al passo coi tempi, ha ideato invece il suo smart speaker personale: l’Echo Dot, un apparecchio alto poco più di 4 cm che si rivelerà molto efficace nel concetto di smart home che si sta sviluppando.

La compagnia fondata da Jeff Bezos, il più grande magazzino virtuale del mondo, ha trovato in questo strumento l’ultimissima rivoluzione. La creazione di Echo Dot è l’ennesima riprova dell’impegno di Amazon nel proporre strumenti impensabili ma dalla grande utilità.

Questo apparecchio, infatti, è l’assistente vocale più piccolo sul mercato e permette di ricercare qualsiasi servizio utile senza sforzo. Bezos ha bruciato le tappe della sua scalata aziendale, tanto che, come ben indicano le infografiche di Betway Casinò, ha impiegato solamente due anni per passare da milionario a miliardario alla tenera età di 35 anni, il che lo rende l’impresario dal maggior guadagno nel minor tempo possibile mai registrato.

La scommessa vincente di Bezos, che ha rivoluzionato il mondo dell’e-commerce come nessun altro, riflette il suo grande successo commerciale che lo ha portato ad acquistare il Washington Post. Il patrimonio dell’imprenditore statunitense si stima attorno ai 90 miliardi, e le sue attività di business non si fermano ad Amazon.

La sua idea di puntare molto sulla ricerca vocale è stata premiata. È un dato di fatto che Sempre più persone utilizzano l’assistenza vocale per cercare prodotti online, soprattutto i millennial, il 40% dei quali ha già utilizzato un assistente vocale prima di effettuare un acquisto.

Tra due anni questa percentuale è destinata a salire al 50%. Oramai è un dato di fatto che altoparlanti di casa intelligenti come Amazon Echo e Google Home stiano iniziando ad essere un oggetto frequente in molte case.

Shopping online

L’auge di questi assistenti virtuali e vocali è la controprova dell’importanza dei dispositivi mobile nello shopping online. Le previsioni indicano che il mobile raggiungerà il 70% del traffico e-commerce entro la fine del 2018 e sempre più persone acquisteranno tramite i loro smartphone.

Addirittura una holding importante come Goldman Sachs si è scomodata elaborando un’importante previsione: secondo questo studio i ricavi del commercio mobile nel 2018 saranno pari al totale delle entrate e-commerce registrate cinque anni prima, ossia ben 626 miliardi di dollari.

La tendenza riscontrabile in tutto il mondo vede aziende come Google, Samsung e Apple, che ha creato l’app pioniera Siri per l’iPhone, stanno rendendo ancora più semplice l’avanzamento della tecnologia di pagamento mobile. In tal modo, con ogni probabilità il pagamento preferito dalla maggior parte dei clienti sarà proprio il checkout mobile, evitando anche l’uso diretto di carte di credito.

Sembra quindi che il futuro dello shopping e di altre pratiche online sarà tutto basato sulla galoppante intelligenza artificiale, il principale impulso di tutte le creazioni tecnologiche più innovative, con Google e Amazon come principali hub d’innovazione.

 

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