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Pensiero del giorno – Abbandono e Divinità

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Citazione spiritosa dello scrittore Mauro Parrini: ‘L’uomo non è mai solo. E’ sempre abbandonato’.

Oltre alla paura della morte, ogni individuo soffre della paura dell’abbandono.

Il neonato teme di non essere accudito a dovere, di non essere nutrito a sufficienza e di essere lasciato solo.

Quando poi l’abbandono si verifica veramente per i più svariati motivi, intervengono solitudine, depressione, nevrosi e aggressività.

Lo spettro dei sentimenti umani è infinito sia nel positivo che nel negativo; maggiormente coltiviamo i pensieri negativi. Questo perché rimaniamo legati al passato, a quei traumi che, a ragione o a torto, ci hanno condizionato.

Come ritiene la psicoanalisi, tendiamo nel tempo a rivivere situazioni che ci hanno bloccato producendo un veleno energetico invisibile. Da questo veleno ci si può liberare con varie tecniche: quelle occidentali sono di natura psicologica e di visualizzazione, quelle orientali si rifanno alla meditazione e alle arti marziali.

Per fortuna, i metodi dell’oriente e dell’occidente si stanno armonizzando nel nostro moderno vissuto.

C’è un’ulteriore riflessione. E’ tratta dal meraviglioso libro di Eben Alexander, il neurochirurgo statunitense che, anni fa, ha sperimento un episodio di premorte. Egli dice: ‘OM (Dio) sa che cosa abbiamo dimenticato e capisce quale terribile fardello sia vivere dimenticando il divino anche solo per un  momento’.

Quindi, la sindrome dell’abbandono è spontanea perché, giungendo su questa Terra, già ci sentiamo abbandonati dal sentimento di amore che ci avvolgeva.

Ipotizzando la teoria della reincarnazione: con quanto coraggio noi terrestri, dotati di libero arbitrio, abbiamo accettato di diventare umani per svolgere una vita nel tempo e nello spazio apparentemente abbandonati dalla divinità sul pianeta verosimilmente più tumultuoso della galassia?

Maria Rosaria Fortini

 

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