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Pensiero del giorno – Due sorelle

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    Ho una sorella che ho sempre ritenuto eccezionale. Più grande di me di due anni.

    Quando avevo pochi mesi, ricordo il suo viso birichino affacciarsi sulla mia culla di vimini. Vedevo le sopracciglia folte, gli occhi nerissimi, la bocca imbronciata e, a fermare i capelli lisci e scuri, una molletta tenuta da una parte.

    Fin dai primi anni, il nostro sodalizio è stato assoluto. Bisticci ne avevamo a volte, per piccole gelosie, rivalità e qualche incomprensione, ma il desiderio di giocare insieme e di confidarci i nostri segreti era così forte da farci dimenticare presto i musi lunghi.

    Il suo genio si esprimeva a scuola. Per la sua intelligenza, era la favola delle alunne grandi e piccole che frequentavano lo stesso Istituto di suore spagnole.

    I nostri genitori andavano orgogliosi dei successi della loro primogenita mentre sorridevano delle mie esibizioni canterine e delle trovate buffe.

    Se mia sorella aveva un carattere chiuso e per lo più ombroso, io ero socievole e gioiosa. Tranne quando, se provocata, mostravo il mio lato ribelle e determinato.

    Gli avvenimenti della vita da adulte non ci hanno allontanato molto. Lei ha espresso i suoi talenti nel lavoro e nell’educazione dei due figli io, nei miei interessi artistici e culturali.

    Mia sorella ha combattuto molto, dato molto e, come mia madre, ha sparso e continua a spargere luce attorno a sé.

    Viviamo separate. Lei a Roma, io nelle Marche ma la nostra confidenza è rimasta inalterata e ci vogliamo bene come il primo giorno che ci siamo parlate, quando cioè io ero nella mia culla e lei affacciata sul bordo a domandarmi di crescere in fretta per poter giocare con me.

    Maria Rosaria Fortini

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