Pensiero del giorno – Il Perdono

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    Quando eravamo bambini, chiedere perdono significava essersi pentiti della marachella di turno. Da adolescenti, avevamo bisogno della comprensione dei genitori quando le marachelle erano di non lieve entità e la parola ‘perdono’ non era più nel nostro vocabolario.

    Da grandi, si chiede essenzialmente perdono a Qualcuno più in alto, quando pensiamo di averLo offeso mostrando mancanza di amore.

    In Oriente, più che di perdono si parla di ‘compassione’. La compassione (cum-pati=soffrire con) dal punto di vista buddista non è soltanto ‘soffrire con qualcuno partecipando alla sua sofferenza’, ma aiutarlo ad alleviare il suo dolore.

    Se tutti noi provassimo compassione l’uno per l’altro, aiutandoci reciprocamente, vivremmo in un mondo migliore, libero da odio, violenza e sopraffazione. Tutti cercano la felicità ed esercitare la compassione è il modo migliore per trovarla.

    Ma, come dicono gli psicologi e gli psicanalisti, il perdono e la compassione vanno provati prima di tutto verso sé stessi.

    Tutto ruota infatti intorno alla propria interiorità. Come una galassia a spirale, i sentimenti, gli stati d’animo, le emozioni ci fanno vagare senza meta in un turbine di sensazioni e di incertezza, ma presto i sentimenti di amore per gli altri e di compassione ci riconducono a noi stessi, al centro della galassia.

    Queste riflessioni sono proprie forse di uno spirito mistico e non mi dispiace essere considerata tale. Soprattutto perché gioisco nel trovarmi in compagnia di fisici quantistici e di geni della psicanalisi. Albert Einstein, Max Planck, David Bohm, Niels Bohr e Carl Gustav Jung, sono considerati sia mistici che grandi scienziati.

    Poiché, quando tutti gli studi e le riflessioni non sono sufficienti per spiegare l’universo o gli intrecci della mente umana, è alla filosofia e allo spirito che conviene chiedere aiuto.

    Analogamente, quando esperimenti relativi all’infinitamente piccolo ci mostrano che l’uomo e l’universo non sono fatti di materia solida ma di energia densificata, dobbiamo cambiare modo di vedere. Se io sono energia ed ugualmente tutto ciò che esiste lo è, devo considerare la possibilità che sia lo spirito a creare e a muovere l’universo.

    Da questa prospettiva, essere mistici è soltanto la conseguenza di uno sguardo veritiero che posiamo sulla realtà.

    Maria Rosaria Fortini

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