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Pensiero del giorno – In partenza

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    “Ciao Lara”.

    “Ciao Lucrezia. Finalmente ci vediamo per fare una passeggiata insieme”.

    Le due amiche di sempre si avviano verso il centro del paese dove c’è una famosa piazza con due fontane, delimitata da porticati di antichi palazzi signorili.

    “Che cosa mi racconti? Che cosa hai organizzato per l’estate?”

    “Finalmente tra qualche giorno andrò di nuovo sulle Dolomiti” annuncia Lucrezia.

    “Che bella idea! Io ho fissato la stessa vacanza nel periodo di settembre”.

    Arrivate alla torre dell’orologio, le due amiche girano a sinistra. La piazza, a forma ovoidale, si snoda con il suo teatro, la sua chiesa e i vari bar sulle logge. Lo scorcio è suggestivo. S’incamminano per percorrerla in tutta la sua lunghezza.

    “Ricordo la prima volta, quattro anni fa” dice Lucrezia “quando decidemmo di unirci ai nipoti per trascorrere una vacanza all’insegna dei legami familiari. Ne fui felicissima. Era tanto tempo che non succedeva”.

    “Capisco. Durante la giovinezza, si tende a distaccarsi dai parenti e si privilegia la compagnia degli amici con i quali si provano affinità e si fanno esperienze importanti”.

    “E’ normale” afferma Lucrezia “gli amici ci capiscono e ci sostengono. Dal canto loro, i familiari ci conoscono a fondo, però non ci hanno scelto…ma quando si arriva a un certo punto, si privilegia di nuovo la famiglia di origine”.

    “Dove vai precisamente in montagna?” domanda Lara dando un’occhiata di sfuggita a un negozio di abbigliamento.

    “In Val Pusteria”.

    “Sono contenta per te. Immagino sia anche un modo per superare la mancanza di tua madre…”

    “Hai detto bene. Potrò con più agio elaborare questo periodo di lutto”.

    “Mia madre è morta a più di cento anni e non ho mai avuto un grande legame con lei, devo essere sincera”.

    “Io sì. Se penso che mi troverò di fronte alla maestosità delle montagne, alle loro altezze, mi sembrerà di starle più vicino”.

    “Le montagne sono magiche. Smuovono qualcosa nei sentimenti e nei ricordi”.

    “Hai ragione. Ogni volta, ne sono tornata più rinvigorita e rigenerata”.

    Le due amiche si spostano verso il centro della piazza. Si accostano ad una delle due fontane per riceverne un po’ di refrigerio. Gli schizzi d’acqua, di quando in quando, arrivano fino a loro.

    Lucrezia tende una mano verso gli spruzzi: “Come l’acqua, anche le cime dei monti riportano ad atmosfere suggestive e spirituali. Questa volta poi, mia madre sarà nei nostri pensieri anche in spirito”.

    “Verrà anche tuo nipote dall’Inghilterra?” domanda Lara sedendosi sul bordo della fontana.

    “Sìì”. Lucrezia è quasi commossa. “Quanto ci siamo mancati. Dobbiamo ringraziare Skype che ci ha permesso di vederci nonostante l’impossibilità di incontrarci”.

    “Sai, stando in casa ho fatto ricerche sui borghi nella nostra zona. Ce ne sono numerosi. Ho tanta voglia di esplorarli. Ti andrebbe di accompagnarmi?”

    “Perché no?”

    Così dicendo, le due amiche riprendono il cammino interrotto. Hanno l’abitudine di misurare con il contapassi il chilometraggio giornaliero. Per Lucrezia, l’ideale sono seimila passi, per Lara un po’ meno, amando poco il movimento.

    “Sto per partire per la montagna. Devo esercitarmi. Vorrei tenere il ritmo di tutti gli altri. Fare la vacanza insieme sarà una festa, questa volta”. Già Lucrezia non sta nella pelle. Le brillano gli occhi. Dopo le chiusure dei mesi passati, le incertezze, le paure, ora finalmente potrà godere dei suoi affetti.

    Chissà, pensa, che il lockdown e relative difficoltà non abbiano aiutato ad apprezzare le gioie semplici della vita, a non darle per scontate.

    “Ti auguro una bella vacanza” le dice Lara.

    “Ti ringrazio, ma ora camminiamo di buon passo altrimenti affronteremo la montagna con timore e svogliatezza”.

    “Hai ragione; coraggio, diamoci da fare!”

    Maria Rosaria Fortini

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