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Pensiero del giorno – Poesia e Favole

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Mi sono impegnata a svolgere alcuni incontri all’Università della Terza Età del paese dove vivo. Gli incontri consisteranno in letture guidate. Come prima volta, intendo leggere e commentare delle poesie.

Scrivere poesie è come scrivere favole. Attingono, le due forme espressive, dallo stesso serbatoio di pensieri e di emozioni che fanno parte del bagaglio dell’essere umano. Pensieri che arrivano come immagini e come sogni.

Più di una volta mi sono svegliata con in mente dei versi che poi ho usato per scrivere una poesia o un racconto.

E’ come se l’immaginazione incontrasse la realtà attraverso l’emozione.

E’ proprio questo il lavoro del poeta e dello scrittore. Rendere in parole, con la tecnica e con la fantasia, ciò che si è intuito e visto con gli occhi della mente e del cuore.

Questo serbatoio di immagini emerge dall’inconscio individuale e dall’inconscio collettivo.

L’inconscio individuale è quella parte di sé che conserva visioni ed esperienze in maggioranza rimosse le quali, attraverso le emozioni, tornano alla luce. Per questo molti di noi affidano alla carta o al computer i loro pensieri più reconditi e segreti.

L’inconscio collettivo è quel contenitore dove esistono le esperienze dell’umanità intera quindi dei nostri genitori, dei nostri nonni e degli avi. Vi si trovano anche gli archetipi cioè i miti, le leggende, i personaggi della mitologia greca e romana e delle religioni, quelli magici di ogni tempo.

Formano la nostra personalità fin dall’infanzia e, anche se crediamo di non ricordarli, ne riconosciamo i simboli istantaneamente.

Un esempio possono essere i ‘cropcircle’ cioè i cerchi nel grano che appaiono un po’ ovunque nel mondo.

L’armonia delle loro forme, anche se non esiste una spiegazione razionale al fenomeno, risuona istintivamente dentro di noi, evocando sensazioni familiari di profonda bellezza e di sacralità.

Maria Rosaria Fortini

 

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