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Rieti, arrestata una banda di romeni

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In manette sette romeni in seguito ad un blitz compiuto a Roma dei Carabinieri del reparto operativo del Comando Provinciale di Rieti e della Compagnia di Cittaducale. I sette decreti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla Procura della Repubblica di Rieti nell’ambito dell’operazione denominata ‘Market raiders’ illustrata oggi durante una conferenza stampa, hanno permesso di bloccare un’altra pericolosa banda di pregiudicati romeni responsabile di una serie di furti in esercizi commerciali, abitazioni private ed all’interno di autovetture, in diverse aree della regione Lazio. ll blitz segue di una settimana l’operazione ‘Dragon raiders’ con la quale, tramite l’esecuzione di 9 arresti, era stata smantellata un’altra banda di stranieri, che aveva sede in vari punti della provincia di Roma. In manette, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, sono finiti i romeni Mari Bararu, 41 anni, il capo della banda, Bogdan Covrig, 28 anni, Dumitru Ifrim, 39 anni, Puiu Girliceanu, 37 anni, Sorin Roinita, 27 anni, Ion Sandu, 48 anni, Dumitru Alexe, 41 anni. Le indagini sono partite da un furto di 10 computer e di un’auto compiuto tra l’8 ed il 9 settembre 2010 all’interno della sede della Asl di Sant’Elpidio di Pescorocchiano. Nel corso del sopralluogo i carabinieri sono riusciti a rilevare tracce utili e le indagini si sono subito concentrate su una banda di stranieri provenienti dalla provincia di Roma. La banda, il cui covo era localizzato soprattutto a Rocca di Papa ma anche ad Albano Laziale, a Tor Bella Monaca ed a Roma sulla Tuscolana, ha poi successivamente compiuto furti a Caprarola (Vt), alla Asl ed in altre aziende di Pomezia, a Ciampino, a Rocca Priora ed in altre aree su cui si stanno concentrando le indagini. Nel corso delle varie perquisizioni domiciliari è stata rinvenuta e sequestrata refurtiva varia, per un valore di 20mila euro circa, oltre che telecomandi capaci di disattivare i sistemi di allarme e di codificare la trasmissione del segnale. Gli arrestati sono stati rinchiusi nelle case circondariali di Velletri e di Regina Coeli a Roma.

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