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Istat: solo il 20% delle persone ha fiducia negli altri

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Roma– L’Istat, nella quinta edizione del Rapporto Bes, sottolinea che i rapporti che s’intrattengono con gli altri influiscono sul benessere psicofisico dell’individuo e inoltre rappresentano una forma di “investimento” che rafforza gli effetti del capitale umano e sociale.

Un quadro dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che caratterizzano l’Italia, attraverso l’analisi di una serie di indicatori, suddivisi in 12 domini, che tengono conto sia di aspetti che hanno un diretto impatto sul benessere umano ed ambientale sia di quelli che misurano gli elementi funzionali al miglioramento del benessere della collettività e dell’ambiente che la circonda: salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi.

In generale, sottolinea l’istituto, la dinamica della relazioni sociali per l’Italia risulta abbastanza stabile: non si evidenziano variazioni rispetto al finanziamento alle associazioni, all’attività di volontariato e alla partecipazione sociale e anche la quota di popolazione che dichiara di avere parenti, amici o vicini su cui contare si stabilizza. Tuttavia continua ad essere molto bassa la fiducia negli altri (solo una persona su cinque ritiene che la maggior parte della gente sia degna di fiducia) e diminuiscono le persone soddisfatte per le relazioni familiari (che nell’ultimo anno passano dal 34,6% al 33,2%) e per quelle amicali (dal 24,8% al 23,6%).

In entrambi i casi la diminuzione e’ più forte tra le femmine e nelle regioni del Nord. In particolare nell’ultimo anno sono peggiorate nel Mezzogiorno soprattutto le relazioni che riguardano la partecipazione sociale e civica e il volontariato, mentre mostrano un risultato migliore le relazioni familiari e amicali, che coinvolgono le persone su cui contare. Al Nord e al Centro la dinamica e’ invece invertita, con la caduta della soddisfazione per le relazioni personali, a fronte di un maggiore impegno nella partecipazione sociale e nelle attività di volontariato.

Registra infine una “diminuzione significativa” la partecipazione civica e politica (parlare di politica, informarsi e partecipare a consultazioni online): sono sempre meno le persone che parlano di politica (dal 41,3% al 36,7% della popolazione di 14 anni e più) o che si informano di questioni riguardanti la politica almeno una volta alla settimana (dal 62,2% al 58,2%).

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