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Storia di Bill Gates: da imprenditore all’impegno sociale

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Uomo dal carattere deciso e competitivo Bill Gates è il terzo uomo più ricco del pianeta ormai da diversi decenni, un imprenditore capace di guardare sempre al futuro in un modo che nessuno era mai riuscito a fare per i suoi tempi.

Ma non sarebbe corretto descriverlo solo come un uomo d’affari senza scrupoli perché il signor Gates è tutto fuorché questo, è stato in grado di creare dal nulla il suo impero grazie soprattutto al suo cervello sempre in movimento, non sentendosi mai completamente arrivato, come se gli mancasse sempre qualcosa.

E forse quel qualcosa è riuscito a trovarlo nella filantropia, si perché Bill Gates può essere definito un vero e proprio miliardario dal cuore d’oro. Non è un mistero infatti il suo grande impegno per il sociale con un interesse particolare per il terzo mondo, il quale lo spinge ogni anno a donare buona parte del suo patrimonio in beneficenza.

Il suo animo filantropico è particolarmente evidente nell’impegno e nella passione che mette nella fondazione creata insieme a sua moglie, la Bill e Miranda Gates Foundation. Ma cerchiamo di scoprire qualcosa in più sul padre di Microsoft e perché dovrebbe essere un esempio per tutte le nuove generazioni.

CHI È BILL GATES

Nato a Seattle da una famiglia appartenente alla classe medio-alta Bill Gates si è distinto fin da bambino dimostrando di non essere come tutti i suoi compagni di classe.

Infatti il suo rendimento scolastico era buono, soprattutto eccelleva nelle materie scientifiche, tuttavia il giovane Gates non sembrava particolarmente interessato a tutto ciò che lo circondava. Solo quando si trovava ad Harvard per studiare legge la sua vera passione esplose infatti passava la maggior parte del suo tempo nell’aula di informatica.

Questa passione per i computer e i codici lo spinsero a lasciare Harvard per fondare insieme al suo amico di infanzia, Paul Allen, MICROSOFT, società di software diventata famosa in tutto il mondo in pochissimo tempo. Il successo di Microsoft non è da attribuire solo alla sua innovazione tecnologica ma soprattutto alla figura di Bill Gates, il quale si è sempre dimostrato un uomo estremamente competitivo e con un fiuto infallibile per gli affari.

Questa sua perspicacia lo spinse a quotare la società in borsa, scelta ancora una volta vincente poiché lo fece diventare miliardario alla sola età di 31 anni. In Microsoft ha rivestito per diversi anni sia la posizione di Presidente che di Amministratore delegato, fino al 2008 quando Gates decide di dimettersi da quest’ultima carica per dedicarsi completamente alla sua fondazione di beneficenza

BILL GATES E LA FILANTROPIA

Fin da subito Bill Gates ha mostrato un particolare interesse per la filantropia donando ogni anno miliardi di dollari, basti pensare che solo nello scorso anno questo particolare imprenditore ha donato ben 35 miliardi di dollari provenienti dal suo patrimonio personale.

Nel 2000 insieme alla moglie Miranda decide di fondare la fondazione Bill e Miranda Gates con lo scopo di fare qualcosa di concreto per la salute globale e combattere la povertà nel mondo, diventando negli anni la fondazione privata più grande di tutti gli Stati Uniti.

Tra i principali obiettivi della fondazione vi è un impegno concreto nel cercare di debellare la malaria, la lotta all’ebola e la poliomielite nonché portare avanti una campagna di sensibilizzazione per i vaccini. Ma non solo infatti i coniugi Gates sono particolarmente attivi per cercare di migliorare le condizioni igienico sanitarie nei paesi del terzo mondo portando avanti un progetto che ha come scopo di garantire un wc senza allaccio fognario.

Inoltre Bill e Miranda Gates sono particolarmente attenti anche per quanto riguarda il settore dell’istruzione, infatti già da diversi anni stanziano delle borse di studio per finanziare l’università a studenti di colore che altrimenti non potrebbero permetterselo. Bill Gates ha dichiarato in diverse interviste che ha scelto di fare beneficenza non solo perché è la cosa giusta da fare visto la sua enorme fortuna, ma anche perché è una cosa che lo fa stare bene.

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