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TELEGIORNALE – ROMADAILYNEWS – 10 FEBBRAIO 2016

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RAPINA IN UN COMPRO ORO IN ZONA APPIO

E’ durata circa 13 minuti la rapina nei confronti del titolare di un compro oro in zona Appio. Grazie alle immagini di videosorveglianza della gioielleria la Polizia ha individuato e arrestato uno dei rapinatori.

A causa della reazione del commerciante l’azione e’ riuscita solo in parte e i due rapinatori hanno iniziato a colpirlo con calci e pugni. Grazie alle immagini di videosorveglianza di cui e’ dotata la gioielleria, gli investigatori della Polizia di Stato sono riusciti ad identificare C.S. e ad individuare l’auto con cui i rapinatori sono fuggiti.

E’ durata circa 13 minuti la rapina nei confronti del titolare di un compro oro in zona Appio. Uno dei tre rapinatori, C.S, 49enne romano, per qualche giorno si era presentato nel negozio per studiare il terreno dove avrebbe commesso la sua prossima rapina. Il piano del malvivente e’ stato messo in atto pochi giorni fa. Uno dei complici e’ rimasto in auto mentre un secondo uomo e’ entrato nella gioielleria ed ha iniziato a parlare con il titolare chiedendo di vedere alcuni oggetti esposti nelle vetrine esterne. All’atto di rientrare in negozio, e’ sopraggiunto C.S. che, conosciuto quale cliente abituale, e’ entrato insieme agli altri due. Una volta che i due criminali si sono trovati insieme, con un gesto tanto improvviso quanto violento, hanno spinto il titolare verso il retrobottega. Uno dei due ha estratto una pistola, mentre l’altro ha tirato fuori un paio di manette con le quali ha cercato di bloccare il gioielliere. A causa della reazione del commerciante l’azione e’ riuscita solo in parte e i due rapinatori hanno iniziato a colpirlo con calci e pugni. Credendo di aver comunque vinto la resistenza dell’uomo, uno dei due ha iniziato a mettere il contenuto delle vetrine in alcuni sacchi e poi, accortosi che il complice non riusciva a trattenere la vittima, ha sbloccato la porta di ingresso e si e’ dato alla fuga, seguito solo in un secondo momento dall’altro rapinatore. Grazie alle immagini di videosorveglianza di cui e’ dotata la gioielleria, gli investigatori della Polizia di Stato sono riusciti ad identificare C.S. e ad individuare l’auto con cui i rapinatori sono fuggiti. Dopo alcuni giorni di appostamenti, gli agenti del commissariato San Giovanni, agli ordini di Massimo Improta, hanno trovato prima la macchina, risultata essere rubata qualche giorno e poi hanno rintracciato anche uno dei rapinatori. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati tutti gli abiti indossati dal reo durante l’azione criminale. Grazie agli elementi raccolti l’uomo e’ stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e al termine delle operazioni e’ stato accompagnato presso il carcere di Regina Coeli. La misura e’ stata convalidata dal gip su richiesta di Paolo Auriemma, sostituto procuratore titolare delle indagini.

REFERENDUM SULLE TRIVELLE

Oggi Greenpeace e altre associazioni hanno organizzato un sit-in davanti a Montecitorio per chiedere al governo di indire un Election Day che accorpi il referendum sulle trivelle al primo turno delle prossime amministrative.

Oltre a facilitare la partecipazione democratica, si risparmierebbero cosi’ tra i 350 e i 400 milioni di euro. Greenpeace rileva come dal governo non sia ancora giunta alcuna indicazione in tal senso, nonostante molte associazioni, movimenti e decine di migliaia di cittadini siano uniti in questa richiesta. Una petizione lanciata da Greenpeace su change.org a sostegno dell’Election Day ha raccolto in pochi giorni oltre 65 mila firme. Ma Renzi e Alfano, destinatari della petizione e principali responsabili nel merito della decisione, al momento non hanno dato risposta. “Sprecare centinaia di milioni di euro per ostacolare il quorum referendario sarebbe un gesto gravissimo e irresponsabile. Questo governo si era presentato agli italiani svendendo auto blu pur di fare cassa, raggranellando pero’ poche migliaia di euro. Si tratta dello stesso esecutivo che oggi, per compiacere i petrolieri e indebolire la democrazia, rinuncia a 400 milioni? La coerenza e’ una virtu’ definitivamente tramontata?”, dichiara Andrea Boraschi, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace. Cosi’ in un comunicato Greenpeace.

RIFIUTI INTERRATI: I VIGILI SEQUESTRANO UN TERRENO IN VIA CASILINA

Continua la lotta al degrado del territorio da parte della Polizia di Roma Capitale. In un terreno situato nel Parco di Tor Bella Monaca sono stati ritrovati diversi rifiuti: resti di baracche, legna e plastica incendiata, ferro e pezzi meccanici, interrati. L’area è stata posta sotto sequestro.

In data 8 febbraio 2016 agenti e funzionari del gruppo Casilino, coadiuvati da personale del gruppo SPE, sono intervenuti presso un terreno di proprietà privata, sito in via Casilina 383, area già in passato interessata da incendi incontrollati denunciati da cittadini e associazioni di quartiere della zona.
Il terreno, di circa 1200 mq, è situato nel Parco di Tor Bella Monaca ed è a rischio di grave inquinamento ambientale, anche per la vicinanza dell’acquedotto Vergine: durante precedenti sopralluoghi, i Vigili avevano già riscontrato la presenza di rifiuti interrati, quindi ieri sono stati disposti campionamenti del terreno mediante scavi di pozzi di sondaggio, quasi tutti risultati interessati da presenza di rifiuti: resti di baracche, legna e plastica incendiata, ferro e pezzi meccanici, interrati a circa due metri di profondità.
Gli agenti hanno posto l’area sotto sequestro penale e hanno acquisito altre immagini, che si uniranno a testimonianze, foto e video riprese acquisite da cittadini. Sono state disposte perizie tecniche sui rifiuti tramite personale dell’ARPA Lazio: tutto il materiale raccolto farà parte di in fascicolo che i vigili del reparto di Polizia Ambientale invieranno all’Autorità Giudiziaria.

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