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Lorenzin a sostegno della famiglia ma non va al Family Day

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 “Sono vicina a chi si impegna a sostegno della famiglia ma sono ministro di tutti gli italiani, di entrambe le piazze a prescindere dalle mie convinzioni. Non sarei andata per evitare sterili strumentalizzazioni”. Lo dice il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, spiegando – alla Stampa e al Messaggero – che non andrà al Family Day, e non solo perché in quei giorni è impegnata in un viaggio in Cina.

“Sono d’accordo – aggiunge – sul regolamentare e garantire diritti alle coppie dello stesso sesso ma no alle adozioni e alla maternità surrogata. Questo non significa che un omosessuale o una lesbica non possano essere dei buoni genitori. Dirlo sarebbe una stupidaggine. Ma prima di tutto viene il diritto del bambino ad avere l’opportunità di crescere con entrambe le figure, materna e paterna”.

Lorenzin apre alle coppie gay che un figlio ce l’hanno già: “Nessuno può pensare di discriminare i diritti dei bambini a prescindere da come sono stati concepiti. Se l’istituto che già c’è, quello della continuità affettiva e delle adozioni speciali, lascia scoperti dei profili, colmiamo questi”. “La stepchild portata in Parlamento però è sbagliata”, a suo avviso.

Si troverà un accordo anche con Sel e 5Stelle? “Penso di sì – risponde al Messaggero – purché si vogliano risolvere i problemi concreti. Se si vuole tutelare il minore va bene, se invece il tema dirimente diventa quello di permettere l’adottabilità di un minore a coppie omosessuali o l’utero in affitto, non ci sto”.

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