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9 domande rivolte da un detenuto cubano alla alta rappresentate UE per i diritti umani

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Le 9 domande di un detenuto politico cubano a Federica Mogherini, parlamentare U. E. e Capo della Diplomazia europea.

Leoncio Rodríguez Ponce, attualmente detenuto politico nella prigione di massima sicurezza Kilo Ocho di Camaguey a Cuba, ha fatto pervenire, in data martedì scorso, 15 gennaio, nove domande ai più alti vertici dell’Unione Europea sui diritti umanitari a Cuba.

Nella sua lettera aperta, Ponce si rivolge in particolare modo a Federica Mogherini, alta rappresentante dell’Unione Europea (UE) per la Politica Estera e a Hugo Sobral, direttore generale per l’ America del Servizio Europeo di Attività Estere.

In una registrazione effettuata con la propria voce, dal carcere dove sconta una condanna a 30 anni, e diffusa dal leader del Fronte della Resistenza Civica “Orlando Zapata Tamayo”, Jorge Luis García Pérez Antúnez, Ponce rivolge ai politici europei le seguenti domande:

1) Di quante manifestazioni di piazza sui diritti umani, da parte del popolo cubano, avrete bisogno per convincere la dittatura cubana a liberare i prigionieri politici, con immediatezza e senza condizioni, e perché non continuino a violare i basilari diritti umani del popolo cubano?

2) Cosa sono più importanti per voi, Alti Rappresentanti della UE, i diritti umani della nostra gente o gli interessi imprenditoriali, commerciali  e finanziari dell’ Unione Europea?

3) Quali i motivi di un comportamento rigoroso e sanzionatorio nei confronti della dittatura Venezuelana e, al contrario, nei riguardi di quella cubana un atteggiamento benevolo e compiacente?

4) Quali i motivi di un comportamento così differente?

5) Sarete forse legati ad un compromesso di tipo gordiano per salvaguardare oscuri interessi sottostanti?

6) Esiste la possibilità di un cambio di atteggiamento quando nel prossimo mese di maggio di quest’anno si rinnoverà il Parlamento Europeo?

7) Perché voi della  UE criticate il “blocco” imposto a Cuba dagli Usa e non siete per nulla critici nei confronti di una dittatura che comprime ed annulla i diritti fondamentali di tutto un popolo?

8) Perché consentite ai latino-americani ed ai criminali oppressori di prendervi in giro?

9) In conclusione, non vi sembra di essere colpevoli e corresponsabili anche voi di questo gioco al massacro, macabro e sanguinario, nei confronti di tutto il popolo cubano?

A queste domande la parlamentare europea PD, Federica Mogherini, forse in sintonia con il suo partito, il PD, non si è ancora degnata di dare alcuna risposta, nel colpevole ed assordante silenzio dei Media italiani, troppo occupati insieme a lei a difendere i diritti umani dei migranti.

Eppure, proprio recentemente, l’Ufficio dei Diritti Umani, Democrazia e Lavoro del Dipartimento di Stato Usa ha denunciato le detenzioni politiche, arbitrarie e illegali, di cittadini cubani nell’Isola e la mancanza di libertà di espressione di artisti e giornalisti nel Paese, critici nei confronti del  Decreto 349, che regola in modo repressivo e censura l’Arte a Cuba.

Alla nostra Alta Rappresentante della UE, con il suo prestigioso e altrettanto prestigioso e ben remunerato incarico, non dovrebbero essere sfuggiti dati e notizie di recentissime informative (Comissione Cubana dei Diritti Umani e Riconciliazione Nazionale) sulle detenzioni arbitrarie a Cuba.

Esse hanno ormai raggiunto alti livelli numerici, mai riscontrati in precedenza, con documentati 229 arresti, illegali e non motivati, di cittadini cubani, stanchi delle loro condizioni di disagio sociale e di lottare ancora senza risultati per i loro diritti contro una dittatura che, in nome di una falsa ideologia, rema sempre di più contro un popolo, divenuto ormai figlio di un Dio minore.

Pier Francesco Corso

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