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A Roma simposio internazionale in memoria di Primo Levi a venticinque anni dalla morte

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Da domani al 30 marzo si terrà a Roma un simposio internazionale in memoria di Primo Levi a venticinque anni dalla morte. Il convegno è promosso dal Master internazionale di II livello in didattica della Shoah dell’Università Roma Tre, diretto dal professor David Meghnagi, con la partecipazione dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale ed Europa Ricerca Onlus ed i patrocini del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Il Symposium si articola in quattro giornate e sette sessioni ospitate il 27 e 28 marzo 2012 dalla Casa delle Letterature (Piazza dell’Orologio, 3) e il 29 e 30 marzo 2012 dalla Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (via Santa Maria in via, 37). In occasione dell’apertura del Symposium, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha inviato agli organizzatori un messaggio in cui ricorda la figura di Levi non solo come «un grande scrittore del Novecento» ma come «l’uomo che, fortunamente scampato alal Shoah, ha elaborato nei suoi scritti, fino alla sua tragica morte, una riflessione senza eguali sui significati di quella strage degli Ebrei che, come egli ebbe a dire, non può essere spiegata ma deve essere per sempre ricordata». «Primo Levi -prosegue Napolitano nel suo messaggio- ha affidato alla coscienza degli uomini, dei suoi contemporanei come delle generazioni che verranno, la memoria del male che può prendere forma anche nella vita delle nazioni culturalmente più avanzate, corrompendone le coscienze, facendole divenire strumenti di vasti disegni di potenza e di morte. Nella riflessione di uomini come Primo Levi sulle tragedie del Novecento ha le sue radici la costruzione di un’Europa unita, fin d’ora modello – per il mondo del Ventunesimo Secolo, ancora teatro di pericolosi conflitti nazionali, ideologici o religiosi – di un progetto istituzionale capace di assicurare la pacifica convivenza fra popoli per secoli nemici. Possa – conclude il capo della Stato – la parola di Primo Levi, non essere mai dimenticata». Il convegno romano partecipa e in parte anticipa le numerose iniziative che a livello internazionale mondiale indagano il lascito dello scrittore torinese. Nel corso delle 4 giornate porteranno il loro contributo 31 relatori, studiosi dell’opera di Levi, provenenti da Argentina, Francia, Regno Unito, Repubblica Federale Tedesca, Romania, Israele e Stati Uniti che affronteranno temi quali l’antropologia filosofica di Levi, il rapporto di Primo Levi con le lingue, il contributo di Primo Levi alla elaborazione del lutto tra i sopravvissuti alla dittatura militare in Argentina, la recezione di Primo Levi in Germania e Romania, Stati Uniti, le stilizzazioni dell’amore nella sua opera, il contributo allo sviluppo del sentimento di una cittadinanza condivisa e alla ricerca psicologica, etnologica e filosofica. Tutti gli studiosi stranieri hanno scelto di esprimersi in Italiano in omaggio alla lingua di Primo Levi. Gli studiosi italiani provengono da 10 diversi atenei e indagheranno temi inerenti la linguistica così come il contesto storico, gli aspetti peculiari della scrittura di Levi. Il convegno raccoglierà i contributi di persone con le professionalità più diverse ma che hanno dedicato una parte importante della loro attività allo studio dell’opera di Levi. Coordinatore scientifico del progetto è David Meghnagi Direttore del Master internazionale di II livello in didattica della Shoah di Roma Tre e Presidente della Commissione convegni del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università Roma Tre. Una collaborazione preziosa è pervenuta dallo staff della Casa delle letterature guidato dalla dottoressa Maria Ida Gaeta e dallo staff guidato dalla Consigliere Anna Nardini del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Comitato d’onore per la promozione dell’evento è composto da: Edith Bruck, scrittrice; Riccardo Di Segni, Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma; Guido Fabiani, Rettore dell’Università Roma Tre; Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte costituzionale; Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane; Giuseppe Laras, già Presidente dell’Assemblea rabbinica italiana; Amos Luzzatto, già presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane; Dina Porat, Head of the Kantor Center for the Study of Contemporary European Jewry, Tel Aviv University; Francesco Profumo, Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca; Luciano Violante, Presidente emerito della Camera dei Deputati. Il Comitato scientifico è composto da: Riccardo Calimani, Presidente del Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara; Roberto Cipriani, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’educazione, Roma Tre; Rino Caputo, Preside della Facoltà di Lettere, Università Tor Vergata; Giovanna Grenga docente al Master internazionale di II livello in didattica della Shoah; Claudia Hassan, docente all’Università di Roma di Tor Vergata; Maria Ida Gaeta, Direttore della Casa della Letterature di Roma; Natalia Indrimi, Executive Director del Centro Primo Levi di New York; Fabio Levi, Direttore del Centro Primo Levi di Torino; Brunello Mantelli, professore associato all’Università di Torino; Stefano Petrucciani, Direttore del Dipartimento di Filosofia dell’Università La Sapienza; Frediano Sessi, docente all’Università di Brescia. La sessione del 27 pomeriggio presso la Casa delle Letterature sarà un omaggio delle scuole romane all’opera di Levi attraverso le letture di testi da parte degli allievi e dei loro docenti. Alcuni testimoni leggeranno pagine dall’opera di Levi con l’accompagnamento di un ensemble giovanile di flauti. A conclusione della sessione del 29 marzo presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, la cantante Miriam Meghnagi presenterà la sua performance dal titolo «Verso dove viaggio» con i versi di Primo Levi e Paul Celan.

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