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Aidaa denuncia: “Sono 3.300 le segnalazioni di cani maltrattati”

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Sono 3.300 le segnalazioni di cani da caccia maltrattati o maltenuti in capanni insalubri, o alla catena senza adeguati ripari, malnutriti ed in alcuni casi anche sottoposti a veri e propri maltrattamenti fisici. Questo lo scenario denunciato dall’Aidaa, l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente, in base alle segnalazioni giunte all’associazione da ogni parte d’Italia, negli ultimi mesi, «in relazione al maltrattamento o maltenuta dei cani da caccia da parte dei cacciatori». «A questi -prosegue l’Aidaa- vanno aggiunti i circa 10.000 cani da caccia presenti nei canili italiani abbandonati dai ‘signori cacciatorì quando i medesimi non sono più in grado di fiutare, o di servire allo scopo di inseguire la preda, in quanto magari anziani o malati, ed agli oltre 5.000 cani che ogni anno rimangono uccisi o feriti vittime delle doppiette dei loro stessi padroni in azioni di caccia». «Le segnalazioni -prosegue- tutte firmate e sottoscritte provengono principalmente dalle regioni del centro- sud Italia in particolare da Lazio, Toscana, Abruzzo e Umbria ma non mancano le segnalazioni provenienti dal nord ed in particolare da Piemonte, Emilia, Veneto e Lombardia». «Nella maggioranza dei casi -riferisce l’Aidaa- si tratta di cani da caccia tenuti in ambienti assolutamente insalubri la cui cura da parte dei padroni cacciatori è ridotta ai minimi termini: poco cibo, quasi niente veterinario e quando non servono più allo scopo i cani vengono uccisi o abbandonati davanti ai canili o liberati in aperta campagna». Ora la presidenza dell’associazione ha attivato tutti i responsabili locali e regionali invitandoli a «far pervenire entro la fine di febbraio le eventuali ulteriori segnalazioni, corredate di fotografie e sottoscritte dai segnalatori, di maltrattamenti a cui sono sottoposti i cani da caccia specialmente nelle zone rurali del centro e nord Italia al fine di denunciare penalmente tutti i reati contenuti in questi comportamenti che molto spesso violano l’articolo 544 del codice penale in materia di maltrattamento».

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