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Al via “Io non rischio – Buone pratiche di protezione civile”

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Al via “Io non rischio – Buone pratiche di protezione civile” –

E’ stata presentata questa mattina presso il Dipartimento della Protezione Civile la campagna di comunicazione nazionale sui rischi naturali legati a terremoti, alluvioni e maremoti.

Anche per quest’anno,  la manifestazione tornerà in circa 300 piazze italiane con 3.500 volontari, che  nel weekend del 13 e 14 ottobre, in occasione della Giornata Internazionale ONU per la Riduzione dei Disastri”, incontreranno la popolazione.

Quest’anno, a quelle italiane,  si è aggiunta per la prima volta, una piazza straniera a Scutari in Albania. L’auspicio è allargare l’iniziativa all’Europa.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato i principali attori della campagna, tra questi  il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, il Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Carlo Doglioni, il Direttore Generale dell’INGV Maria Siclari, presente anche l’ANPAS con Carmine Lizza, ReLUIS con Angelo Masi, l’ISPRA  con Stefano Laporta e il CIMA con Luca Ferraris.

Ad emergere fortemente e in modo unanime, il concetto di prevenzione non strutturale che si basa sull’informazione e sulla conoscenza e consapevolezza del rischio da parte del cittadino il cui ruolo nelle emergenze è fondamentale.

Come è stato sottolineato, la prevenzione deve essere un fatto culturale. Di qui la necessità, ha detto Doglioni, di diffondere nelle scuole, iniziando dai più piccoli, la conoscenza dei rischi (sismico, maremoto, idrogeologico) relativi al nostro territorio. “Far crescere – ha sottolineato – cittadini informati sui rischi naturali e capaci di mantenere alta l’attenzione alla prevenzione”.

Il desiderio è quello di allungare ad una settimana la campagna “Io non rischio”, una settimana tutta dedicata alle buone pratiche della prevenzione. Ma non basta, Borrelli auspica anche la creazione di una piattaforma nazionale allerta meteo, un sistema automatizzato legato alle celle telefoniche, già in essere in molti paesi, che allerti il cittadino su rischio idrogeologico.

E poi un App di approfondimento e con la quale si può accedere ad una cartografia digitale del rischio consultabile da smartphone. Un modo per raggiungere  ed informare tutti in ogni momento e in ogni luogo.

La chiave della campagna, come ha detto Ferraris, è usare la scienza per modificare la consapevolezza per modificare i comportamenti. Fare in modo che la consapevolezza del rischio attivi un sentimento di allertamento al fine di ridurre i danni e non diventare vittime.

Per sapere in quali piazze si svolge la campagna cliccare su http://iononrischio.protezionecivile.it/

Rita Lena

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