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Alessandro Orsini: “Kim Jong-un non é un pazzo ma un uomo intelligente e razionale”

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Nonostante il neo presidente americano Donald Trump ha manifestato qualche giorno fa la possibilità di un “grande conflitto con la Corea del Nord”, aggiungendo che una risoluzione americana sarebbe difficile, le analisi del direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza internazionale della LUISS, Alessandro Orsini, portano da tutt’altra parte. E il motivo di questo disallineamento sarebbe causato dai media occidentali che secondo l’esperto “distorcono gravemente l’informazione”.

In realtà, le possibilità di costruire la pace con la Corea del Nord sarebbero ampie ma è importante, secondo quanto ha sostenuto Alessandro Orsini durante la trasmissione Nemo-Nessuno escluso in onda su Rai2 del 27 aprile, fare un passo culturale in avanti “noi dobbiamo imparare a non rappresentare le persone che sono diverse da noi come se fossero pazze perché se noi pensiamo che gli altri sono pazzi, l’unica strada che ci rimane per confrontarci con queste persone è la guerra, e se noi vogliamo imparare ad amare la pace dobbiamo imparare a disprezzare la guerra e a comprendere che tutti i popoli hanno delle ragioni, e che tutti i capi di Stato ragionano allo stesso modo: cercano di preservare la propria incolumità e cercano di salvare i propri governanti. In sintesi se io fossi al posto del dittatore della Corea del Nord svilupperei lo stesso, identico ragionamento strategico”.

Qual è l’idea alla base di questo ragionamento?

I media, secondo Orsini, vorrebbero indurci a credere che il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un sarebbe un pazzo. In realtà Kim Jong-un è un uomo “intelligente, razionale, il cui ragionamento strategico rasenta la perfezione”.

Il peggioramento dei rapporti tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord ha avuto una svolta nel gennaio del 2002 quando l’allora Presidente americano Bush dichiara che nel mondo esistono due Stati Canaglia e come tali meritevoli di essere puniti: l’Iraq e la Corea del Nord.

Limes. Carta di Laura Canali

Limes. Carta di Laura Canali

Nel 2003 Bush invade l’Iraq. La Corea del Nord è atterrita da questo fatto e arriva alla conclusione che l’unico modo di prevenire un’invasione americana sia quello di sviluppare la bomba atomica.

Gli Stati Uniti e la Corea del Nord, però, hanno un grandissimo interesse a fare la pace piuttosto che la guerra perché gli Stati Uniti non vogliono premere il grilletto per primi altrimenti dovrebbero assumersi la responsabilità di un sicuro massacro contro la città di Seul, la capitale della Corea del Sud, da parte della Corea del Nord. Allo stesso tempo la Corea del Nord non ha un interesse a premere il grilletto per prima perché perderebbe l’appoggio della Cina.

Così quella che oggi è considerata una grave crisi internazionale, e il timore che una terribile guerra possa scoppiare tra questi due paesi, sembrerebbe ridimensionata da parte dello studioso ma nulla toglie che il nuovo inquilino della Casa Bianca possa compiere un gesto dimostrativo, come quello avvenuto in Siria, per sottolineare ancora una volta la vocazione universalistica degli Stati Uniti con conseguenze imprevedibili.

Elena Martinelli

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