Allontanamento Ladispoli, bastano peli gatto e cane?

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Roma – Peli di gatto e di cane ritrovati a casa. Polvere post lavori di ristrutturazione. Ventisette giorni lontano da scuola per guarire da una pediculosi. Ritorno in classe con una parrucca, per coprire quei capelli corti che generalmente non piacciono alle bambine. “Questi fenomeni possono rappresentare un comportamento pregiudizievole dei genitori, tale da giustificare un allontanamento di una bambina di 11 anni dalla propria famiglia? A quanto pare si’ ed e’ successo a Ladispoli a una mamma e a sua figlia entrambe di origini bulgare”. È il commento dell’avvocato della famiglia Catia Pichierri, responsabile legale della Onlus Rete Sociale, che opera a tutela dei nuclei familiari fragili. Secondo Pichierri, “nel caso di specie sono state assunte condotte contrarie a tutte le norme nazionali e sovranazionali, e queste violazioni sono state rappresentate davanti l’autorita’ giudiziaria”.

Il problema di fondo, per l’esperta, “e’ che in realta’ ci troviamo davanti a un allontanamento ex articolo 403 del codice civile, cioe’ un allontanamento che dovrebbe avvenire soltanto secondo le linee guida dell’Ordine degli assistenti sociali emanate nel 2016 come extrema ratio- spiega Pichierri- ovvero successiva a una serie di progetti e di strumenti, oltre che di indagini conoscitive. Purtroppo l’autorita’ giudiziaria di fronte a queste violazioni tende a nominare un consulente tecnico d’ufficio, con un aggravio enorme di spesa”.

Un consulente tecnico d’ufficio (ctu) costa “dai 4mila agli 8mila euro, a seconda poi dei tribunali e di come liquidino le competenze. Inoltre, in una consulenza tecnica di ufficio, deve interagire un consulente tecnico di parte, con un ulteriore aggravio di spese per la famiglia. In aggiunta le consulenze sono lunghissime. Il codice prevede 90 giorni, ma c’e’ sempre il diritto di proroga. Io- afferma l’avvocato- non ho mai visto una consulenza prima dei 150 giorni. Ci sono addirittura consulenze che durano tre-quattro anni, un tempo lunghissimo per questi bambini allontanati e un esborso di denaro privato enorme. È un esborso anche di denaro pubblico, perche’ per ogni bambino allontanato parliamo di cifre che variano dai 200 ai 400 euro al giorno”.

La responsabile legale di Rete Sociale aggiunge anche un altro particolare sulla vicenda: “La madre si e’ vista negata la possibilita’ di un interprete di lingua bulgara sia dal servizio che dall’assessore alle Politiche sociali per mancanza di fondi”. Parlando poi della piccola, precisa: “Il trauma che subiscono questi ragazzini diventa foriero di altre problematiche di natura sociale, perche’ molto spesso questi ragazzini sono poi dediti alla droga. Incontrano all’interno delle stesse strutture altri adolescenti con ulteriori problematiche, magari piu’ importanti. Sono bambini sottratti che diventano ragazzi alla deriva, diventano un problema sociale. Mi auguro che questa consulenza non ci sia e speriamo che questa ordinanza del tribunale arrivi il prima possibile. In media l’attesa e’ di 15-20 giorni- conclude Pichierri- altre volte possono passare anche dei mesi prima di avere un responso da parte dell’autorita’ giudiziaria su questi temi”.

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