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Altieri: Dateci pasta immune da scorie di pesticidi

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Altieri: Dateci pasta immune da scorie di pesticidi – Il professor Giuseppe Altieri: “e non lasciamoci suicidare,  acquistiamo Pasta Biologica…” –

Venerdì scorso è iniziata la 21° edizione del World Pasta Day che terminerà nella giornata del 25 ottobre prossimo. Durante questa settimana le cucine di oltre cento ristoranti in Italia, ed in altri Paesi europei e non, parteciperanno alla kermesse “ Al dente the Italian Way of pasta” proponendo una ricetta speciale in onore dei nostri maccheroni.

Organizzatori l’Unione Italiana Food e l’International Pasta Organisation il cui presidente Paolo Barilla ha spiegato:” Ora produciamo pasta con il minor impatto possibile e le colture sono strutturate per usare sempre meno chimica. Ma soprattutto ora è cambiata la consapevolezza: ora tutti sappiamo che un prodotto migliore, che rispetta l’ambiente, è il meglio per tutti.”.

Una precisazione che però non ha convinto tutte le associazioni di operatori, di medici e specialisti dell’alimentazione ed ancor meno dei consumatori.

A  Giuseppe Altieri, Ordinario di Fitopatologia, Entomologia ed Agriecologia, abbiamo chiesto: ma insomma professore questo nostro spaghetto è sicuro? 

“Non facciamoci del male” risponde. ”I livelli massimi di residui chimici consentiti per legge negli alimenti non sono sufficienti a tutelare la salute, in quanto i residui dei pesticidi sono in ogni caso pericolosi… vedasi l’enunciato nella direttiva europea sull’Uso Sostenibile dei Pesticidi, che promuove l’agricoltura biologica e la sostituzione dei prodotti sintetici.”

Già, ma a parte che non tutti i prodotti biologici sono certificati, costano di più e non sempre sono disponibili, insistiamo.

“Per non mangiare porcherie – precisa il professore – è necessario acquistare Pasta Biologica certificata, nella cui etichetta ci sia scritto “Agricoltura Italia”, considerando che gli agricoltori biologici hanno diritto all’assenza di contaminazioni da derive di pesticidi chimici provenienti dai campi vicini con sentenze passate in giudicato, che impongono ai confinanti che usano pesticidi chimici una fascia di sicurezza a coltivazione biologica…”.

Eppure, Professore, i pastai italiani, vedasi la dichiarazione di Paolo Barilla, assicurano la loro “ massima consapevolezza”

“Io vorrei ricordare che le recenti ricerche di laboratorio ordinate da Grano Salus, l’Associazione di coltivatori italiani del grano duro, non avrebbero escluso, per alcuni marchi, la mancanza assoluta di residui di pesticidi dannosi alla salute. E comunque che la prassi di miscelare grani contaminati con grani privi di contaminazione è vietata in Europa dal reg.1881/2002 che al comma 2 dell’art.3 prevede: “I prodotti alimentari conformi ai tenori massimi di cui all’allegato non possono essere miscelati con prodotti alimentari in cui tali tenori massimi siano superati”.

Professor Altieri, un consiglio ai consumatori.

”Più che un consiglio io farei una raccomandazione che è quella di organizzarsi o di aderire in Gruppi ed Associazioni del tipo Cibus in Primis, che hanno lo scopo di fare rete, informazione pressante ed acquisti direttamente dalla Biologia Certificata”.

Allora, affidiamoci alle etichette ma non lasciamoci suicidare! (Nella foto, il Prof. Giuseppe Altieri, secondo da sinistra, con colleghi e studenti).

Angelo Pennacchioni

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