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Angelo ha dormito con la madre, bimbo sottratto a famiglia a casa

Roma – “Questa notte Angelo ha dormito con la mamma e si sta rasserenando”. È a lieto fine la storia di ‘Angelo’ (nome di fantasia), il bimbo di tre anni che era stato affidato, con un provvedimento d’urgenza ex art. 403, dal Tribunale per i minorenni di Roma ai Servizi sociali di Cassino.

La sua storia e’ stata seguita sin dagli esordi dalla redazione di DireDonne, che ha da subito raccolto l’appello disperato della madre. Ad annunciare il ritorno a casa e’ stata l’avvocata Michela Nacca, presidente dell’associazione Maison Antigone, che ha supportato la mamma di Angelo in tutti gli eventi che si sono succeduti dal giorno dell’allontanamento.

“Finalmente il Tribunale dei minori- ha spiegato Gennaro Contardi, legale della mamma di Angelo intervistato dalla Dire- nella persona della presidente Formisano ha accolto le richieste e restituito il bambino ai genitori, con collocamento presso la madre, rispettando i diritti umani e del fanciullo. È stato essenziale l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Garante dell’Infanzia del Lazio, Jacopo Marzetti. L’11 settembre ci sara’ l’udienza per verificare la situazione e definire le questioni tra le parti”.

Tante le persone mobilitate sul caso di Angelo, grande l’attenzione dei media. “Il segretario del Papa ha dato disponibilita’ per un incontro con mamma e bambino il mercoledi in udienza generale. Siamo contenti per Angelo- ha sottolineato ancora l’avvocata Nacca sentita dalla Dire- e per la diversa sensibilita’ che sta nascendo su questi temi e su questi allontanamenti.

Si devono aiutare le famiglie: se una famiglia e’ indigente va aiutata, se c’e’ un violento il bambino va allontanato e protetto dal genitore violento e non messo in una casa famiglia, preso con la forza pubblica, e portato tra sconosciuti.

Non serve essere psicologi per identificarsi in questi bambini e capire i traumi. Non e’ solo questione di Ctu e mamme alienanti come vediamo, oggi succede anche questo e i genitori hanno ormai paura di chiedere aiuto ai servizi sociali”.

Il Garante dell’Infanzia della Regione Lazio, Jacopo Marzetti, promotore di un ‘modello Lazio’, ha spiegato all’agenzia Dire come e perche’ sia intervenuto sul caso del piccolo Angelo: “Il mio ruolo e’ quello di attivarmi a seguito di segnalazioni per garantire il diritto del minore come previsto dalla Convenzione ONU per i diritti del fanciullo.

Cosi ho fatto in questo caso chiedendo agli organi competenti informazioni sull’ iter procedurale che stavano seguendo. Intervengo anche – questo il compito istituzionale che il Garante ha rivendicato – per prevenire ipotesi di violazione dei diritto del fanciullo tra cui quello di avere una madre e un padre”.