ANGI: Smartworking protagonista del mondo che verrà. Ne parla la nostra esperta Alessandra Lomonaco

Alessandra Lomonaco, Innovation & startup advisor e membro del comitato scientifico ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, si chiede cosa resterà quando questa epidemia sarà alle spalle: ci saranno senz’altro nuove modalità di lavoro e relazionali.

Alessandra Lomonaco

Sicuramente il digitale è stato di grande aiuto in questo periodo: senza di esso il Paese si sarebbe bloccato. Stiamo scoprendo che abbiamo bisogno di un mondo più smart: quello che una volta era confinato nelle aule di qualche business school ora sta diventando realtà.

Ma è veramente smart working quello che stiamo facendo? Lo smart working è una filosofia manageriale che restituisce alle persone autonomia e flessibilità nelle modalità di lavoro a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. In realtà la maggior parte di noi non sta facendo SW ma telelavoro, perché c’è sempre un responsabile che supervisiona il lavoro svolto: l’ufficio si è solo spostato a casa.

È importante comunque iniziare a ripensare i modelli organizzativi del lavoro: essere più smart, imprenditori di se stessi, avere degli obiettivi, definire dei risultati.

La parola SMART ci soccorre proprio per identificare l’obiettivo, che deve essere Specifico, Misurabile, Achievable (realizzabile con le risorse a disposizione).

Rilevante in termini di costi benefici, T sta per tempistica, un arco temporale entro cui ci si aspetta di raggiungere l’obiettivo. L’innovazione deve essere smart per definizione, deve infatti semplificarci la vita, soddisfa le nostre esigenze, deve aiutarci a realizzare un nuovo mondo, dove saranno centrali il valore delle competenze, l’empatia e la generosità per costruire un mondo migliore.