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ASBI e Bambino Gesù per lo sci seduto dei ragazzi affetti da spina bifida

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A Roccaraso arriva lo Ski tour

Dodici ragazzi che scendono veloci sulle piste da sci innevate. Seduti. E’ quanto accade a Roccaraso grazie al progetto Ski tour, all’Associazione Spina Bifida Italia (ASBI) e all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Iniziato lunedì scorso, 25 febbraio, sulle piste abruzzesi, l’iniziativa vede 12 ragazzi con spina bifida cimentarsi nello sci-seduto seguiti da istruttori qualificati e da un team di medici e fisioterapisti del Bambino Gesù.

Al suo secondo anno di vita, il progetto permette a tanti ragazzi con spina bifida di fare esperienza dello sport come fonte di benessere psico-fisico, strumento di realizzazione personale e di inclusione sociale.

La spina bifida è una malformazione del sistema nervoso centrale che in Italia colpisce circa un neonato su 1500. Alla base di questa patologia c’è un’imperfetta saldatura del midollo spinale nel feto durante le prime settimane dal concepimento. In particolare la spina bifida è dovuta a una mancata chiusura della cute e degli archi posteriori delle vertebre, con la conseguente esposizione del tessuto nervoso spinale e delle meningi. Nei bimbi che ne sono affetti questo comporta paralisi degli arti inferiori, incontinenza della vescica, ritardo psicomotorio e deformità scheletriche.

Attualmente non esiste una cura. I farmaci e le terapie disponibili sono indicate esclusivamente per ridurre al minimo i danni e le complicanze della patologia che per la sua gravità – ma anche per le paure dei genitori o di professionisti che non se la sentono di consigliare attività generalmente considerate pericolose – teoricamente rappresenta un ostacolo alla pratica sportiva. Le esperienze fatte sino ad ora, viceversa, confermano lo sport come risorsa importante per raggiungere gradi di autonomia e di gestione di sé altrimenti impensabili.

Oggi sport e attività fisica vengono infatti sempre più considerati passaggi fondamentali nell’iter riabilitativo della persona con disabilità, sia per i benefici sul piano fisico, sia per i positivi risvolti psico-sociali: condivisione delle esperienze, inserimento nel gruppo, consapevolezza delle proprie capacità e superamento dei limiti in funzione della crescita e dello sviluppo dell’autonomia.

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