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Aurelia: manifestazione contro l’incendio di Castel di Guido

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Aurelia: manifestazione contro l'incendio di Castel di Guido.

Aurelia: manifestazione contro l’incendio di Castel di Guido – LIPU

Cittadini e rappresentanti di associazioni hanno manifestato solidarietà alla LIPU nella giornata di raccolta fondi per la ricostruzione del centro visite dell’Oasi di Castel di Guido, incendiato da ignoti il 22 gennaio.

Dopo le manifestazioni di solidarietà espresse a parole e sui social network, domenica 9 febbraio, per molte persone è stata l’occasione di portare un primo, concreto contributo alla ricostruzione del centro visite dell’Oasi LIPU Castel di Guido. La struttura, distrutta da un incendio probabilmente doloso lo scorso 22 gennaio, era un punto di incontro per le escursioni; un’aula didattica e un laboratorio per le scolaresche in gita; una biblioteca di testi scientifici e divulgativi delle scienze naturali; un piccolo museo di reperti e tracce di animali; e un ufficio tesseramenti, nelle giornate dei raduni e delle visite guidate.

La manifestazione, nonostante la pioggia battente della prima mattinata, ha visto la partecipazione di circa 50 persone. Il personale della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) che gestisce, promuove e tutela l’oasi, ha accolto gli ospiti presso il rudere del centro visite, spiegando l’accaduto e le ragioni che, con tutta probabilità, sono dietro al crimine. La zona di Castel di Guido, borgo agricolo sull’Aurelia, ad appena 5km dal G.R.A, a cavallo tra il XII e il XIII Municipio, è infatti terreno di caccia regolare e, purtroppo, anche di bracconaggio. Molta parte del territorio, che si distende tra la via Aurelia e il mare, fa parte della Riserva Statale del Litorale Romano, ivi compresi i circa 180 ettari dell’Oasi Castel di Guido. Ambienti tutelati e dunque interdetti alla caccia in qualsiasi stagione. Non bastano però i pattugliamenti della Polizia Provinciale e del Corpo Forestale e l’area, molto frequentata da selvaggina “pregiata” e ambita, come i cinghiali, è regolarmente violata dai bracconieri. Dopo ripetuti episodi e minacce, più o meno velate, lo scorso gennaio qualcuno ha pensato evidentemente di mandare un messaggio esplicito alla LIPU, incendiando la struttura in legno, che si trovava a breve distanza dal fronte del bosco e che, particolare inquietante, pochi giorni prima aveva ospitato un gruppo scout per un campeggio notturno.

Tutto questo è stato spiegato ai presenti dalla dott.ssa De Lorenzis, responsabile dell’oasi per la LIPU, che ha poi accompagnato la comitiva lungo uno dei sentieri della riserva. Particolarmente significativo il momento in cui, spontaneamente, tutti i manifestanti si sono disposti in girotondo per “abbracciare” i resti bruciati del centro visite, a testimonianza della volontà di tutti di ricostruirlo. La giornata infatti è servita sia a far conoscere l’oasi a chi non l’aveva mai frequentata, sia a raccogliere fondi per la ricostruzione del centro. A metà percorso, ai presenti è stato chiesto di contribuire con idee e proposte alla ricostruzione e al miglioramento dell’oasi, e sono stati raccolti i contributi in denaro donati dalla gente (alcune centinaia di euro). Tra i partecipanti, diversi rappresentanti di associazioni sportive e del territorio (i sentieri dell’oasi sono regolarmente frequentati da cicloturisti, escursionisti, podisti ed amanti della natura in genere) che hanno promesso futuri contributi e collaborazioni per progetti in comune. La LIPU, per bocca dei suoi rappresentanti, ha già assicurato la ricostruzione del centro visite, anche grazie alle donazioni online che stanno pervenendo tramite la pagina internet http://www.lipu.it/dona#ff_formdiv3, aperta al contributo di tutti tramite bonifico, conto corrente postale o donazione diretta. La mattinata, poi emblematicamente rischiarata da un bel sole che ha riscaldato i sorrisi dei partecipanti, si è conclusa con una donazione della direzione nazionale della LIPU: un quadro raffigurante un’aquila in posa fiera e vigile: il primo simbolico arredo del futuro, nuovo, centro visite.

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