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AYA HOMSI oggi su Notapolitica.it

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“Assad è appoggiato dall’Occidente,dall’Iran, da Israele, quindi almeno teoricamentesarebbe impensabile la sua caduta”. Così AyaHomsi, attivista siriana e blogger, in un’intervistache uscirà oggi su Notapolitica.it.

Homsi descrive alcune tecniche attraverso le quali ilregime costruisce il proprio consenso interno: “Assadutilizza tecniche di “furbizia” se cosìvogliamo chiamarle, come intervistare le persone prima dieliminarle e dopo qualche mese diffonderle attraverso le tvdi Stato, credendo in tal mondo di smentire la realtàdei fatti. Un altro esempio è stato l’attaccokamikaze ( 23 dicembre 2011, n.d.r). Durantel’attentato la tv di Stato siriana era giàlì con i suoi inviati. Come facevano a sapere che cisarebbe stata un azione terrorista? Dopo qualche minuto, leagenzie di stampa siriane attribuivano laresponsabilità dell’attacco ad AlQaeda”.

Homsi chiama inoltre in causa il ruolo della stampa:“Il disinteresse mostrato dai media è dovuto inprimis al limite di non poter raccontare la verità, omeglio di non voler in alcuni casi far luce su di essa.L’ “occidentale” non vuole realmente farsapere quello che accade in Siria, ma si limita a descriverela rivoluzione siriana solo in numeri di vittime, senza farluce sul valore di quella vita spesa in nome dellademocrazia. Poi ci sono motivi politici, economici egeopolitici: la scarsa quantità di petrolio e lavicinanza di Israele”.

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