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Benedetto XVI ringrazia il Card. Ravasi e la Curia

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Benedetto XVI ha espresso in una lettera la sua gratitudine al cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, al termine degli esercizi spirituali da lui predicati questa settimana in Vaticano per il Papa e la curia romana. ”Desidero con tutto il cuore manifestarle la mia profonda gratitudine -scrive il Papa- per il servizio da lei reso a me ed alla Curia Romana proponendo le meditazioni degli esercizi spirituali”. ”Il Signore sapra’, venerato fratello, ricompensarla per questo impegno, che Ella ha cosi’ brillantemente assolto”, si legge nella lettera. ”All’inizio della Quaresima -ricorda Ratzinger- la settimana degli esercizi costituisce un tempo ancora piu’ intenso di silenzio e di preghiera, e il tema di quest’anno, appunto il dialogo tra Dio e l’uomo nella preghiera salmica, ci e’ stato di particolare aiuto: appena entrati, per cosi’ dire, nel deserto sulle orme di Gesu’, abbiamo potuto attingere alla sorgente di acqua purissima e abbondante della Parola di Dio, che ella ci ha guidato ad attingere dal Libro dei Salmi, il luogo biblico per eccellenza in cui la Parola si fa preghiera”. ”Ricco della sua scienza e della sua esperienza -scrive ancora il Papa al card. Ravasi- lei ha proposto un itinerario suggestivo attraverso il Salterio, seguendo un duplice movimento: ascendente e discendente. I Salmi infatti orientano anzitutto verso il Volto di Dio, verso il mistero in cui la mente umana naufraga, ma che la stessa Parola divina permette di cogliere secondo i diversi profili in cui Dio stesso si e’ rivelato. E, al tempo stesso, proprio nella luce che promana dal Volto di Dio, la preghiera salmica ci fa guardare al volto dell’uomo, per riconoscere in verita’ le sue gioie e i suoi dolori, le sue angosce e le sue speranze”.  ”In questo modo -prosegue il Papa- la Parola di Dio, mediata dall’ars orandi antica e sempre nuova del Popolo ebraico e della Chiesa, ci ha permesso di rinnovare l’ars credendi: un’esigenza sollecitata dall’Anno della fede e resa ancora piu’ necessaria dal particolare momento che io personalmente e la Sede Apostolica stiamo vivendo. Il Successore di Pietro e i suoi collaboratori sono chiamati a dare alla Chiesa e al mondo una chiara testimonianza di fede, e questo e’ possibile soltanto grazie ad una profonda e stabile immersione nel dialogo con Dio”. ”Ai molti che anche oggi domandano: ‘Chi ci fara’ vedere il bene?’ -scrive Benedetto XVI al card. Ravasi- possono rispondere quanti riflettono sul loro volto e con la loro vita la luce del volto di Dio (cfr. Sal 4, 7). Il Signore sapra’, Venerato Fratello, ricompensarLa per questo impegno, che Ella ha cosi’ brillantemente assolto”. ”Da parte mia -conclude Ratzinger- le assicuro il ricordo sempre riconoscente nella preghiera per la Sua persona e per il Suo servizio ecclesiale, mentre con affetto le rinnovo la Benedizione Apostolica, estendendola volentieri a quanti le sono cari”.

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