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C’era una volta Roma.. ERCOLE E LICA

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Ercole impazzisce di dolore dopo aver indossato la camicia che Nesso, il centauro suo nemico, gli fa indossare per mano di Lica. Ci troviamo nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e la spettacolare opera di Canova, mostra un atto di violenza mitologica perfettamente rappresentata da un Ercole nell’atto di sollevare un piede dello sfortunato ragazzo, il quale, terrorizzato, oppone resistenza aggrappandosi invano, un attimo prima di essere scagliato in mare.

La torsione dei due corpi nudi, sprigiona una grande intensità energica, che ha il suo apice nell’urlo disperato del fanciullo e nei tratti adirati dell’eroe greco, incorniciato da una folta barba. Si narra che Ercole e la sposa Deianira, mentre si stavano recando ai piedi del monte Oeta, dovendo lungo il tragitto traversare il fiume, incontrano il centauro Nesso che si offre di traghettare la fanciulla.

Il centauro, in realtà innamorato della sposa di Ercole, cerca di rapirla, ma il tentativo fu vano e viene colpito da una freccia scagliata dall’infuriato titano greco.

Nesso, prima di morire, dona a Deianira un pò del suo sangue con il quale la donna avrebbe dovuto preparare un unguento che le avrebbe permesso di conservare l’amore del marito in eterno.

La donna intrise la camicia che Lica, ignaro di tutto, fa indossare ad Ercole. Pazzo dal dolore del veleno, l’eroe delle dodici fatiche, cerca di strapparsi l’indumento da dosso, ma senza riuscirci, viene preso da una violenta ira ed afferra Lica scagliandolo così lontano da farlo cadere in mare trasformandolo in uno scoglio.

Deianira, saputo cosa aveva prodotto il suo unguento, si suicida, mentre Ercole si reca sul monte Oeta per finire le sue sofferenze gettandosi tra le fiamme di un rogo. Nel mentre le fiamme stanno iniziando ad avvolgerlo, Atena lo afferra portandolo sul monte Olimpo dove Zeus gli fa dono dell’eterna giovinezza.

Richiesto dai sovrani di tutta Europa, il grande Canova venne definito “artefice divino” capace di dare una nuova vita alla perduta bellezza del mondo greco.

Con questa magnifica immersione nella mitologia greca, vi diamo appuntamento alla prossima settimana con un atro capitolo della nostra C’era una volta Roma..

Isabella Alboini

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