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CGIL: VITALE CONFRONTO CON SINDACATI

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“Dopo un iter lungo e laborioso in cui il presidente della commissione Riforme istituzionali di Roma Capitale Smedile aveva celebrato il consenso bipartisan alla proposta di riduzione dei municipi di Roma da 19 a 15, ieri l’assemblea capitolina ha licenziato una diversa proposta di accorpamento dei vecchi municipi, abbandonando l’idea dello spezzatino del nono municipio e creando invece (con la fusione del IX e X) un immenso polmone territoriale che va da S.Giovanni a Ciampino”. Così in una nota Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio e Natale Di Cola, segretario generale della Fp Cgil di Roma e del Lazio. “Non esprimiamo un giudizio di valore sul nuovo assetto – dicono i sindacalisti – ma ci risultano ancora incomprensibili i motivi e il disegno che hanno portato a questa decisione, come d’altronde erano oscure le motivazioni organizzative della prima proposta: emerge con maggior chiarezza che siano state l’insediamento elettorale e la presenza politica consolidata le uniche ragioni a guidare il confronto politico”. “Il sindaco Alemanno – continuano – racconta di un risparmio di 20 milioni per effetto di questa riforma, senza ovviamente scendere nel dettaglio. Abbiamo da tempo chiesto un confronto sulla riforma e i suoi effetti senza mai essere convocati. Ora questo confronto è vitale: il dubbio è che i conclamati risparmi del Sindaco non si riferiscano a un possibile snellimento ed efficientamento della macchina capitolina, ma che si ripeta qui la logica ben conosciuta dei tagli lineari e diffusi al sistema dei servizi e delle prestazioni, già drammaticamente sperimentata nella sanità e nel sociale, colpendo pericolosamente le fasce più deboli della cittadinanza e allontanando anche fisicamente la gente dai servizi e dagli operatori. Parliamo di lavoratrici e lavoratori per i quali sarà necessario concordare, in un quadro più complessivo che tenga conto delle difficoltà organizzative di tutto il Comune di Roma, regole e criteri trasparenti per una eventuale riallocazione e valorizzazione delle esperienze maturate”. “Vorremmo capire – concludono – se questa riforma significhi o meno maggiori poteri, più autonomia anche economica, risorse maggiori e maggiori servizi per i nuovi municipi, oppure se si tratti dell’ennesimo fallimento di questa giunta e se a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i lavoratori e i cittadini della capitale”.

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