RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Corrado Formigli e il falso nemico. Perché non sconfiggiamo il califfato nero.

Più informazioni su

foto-libroCorrado Formigli è il primo giornalista italiano a entrare a Kobane durante l’assedio dello Stato Islamico. Ospite della libreria Pagina 348, sabato 5 novembre, racconta le sue avventure da inviato nelle terre assediate e sfregiate dall’estremismo jihadista. I suoi viaggi, raccolti nel suo ultimo libro “Il falso nemico. Perché non sconfiggiamo il califfato nero”, esprimono “un’esigenza esistenziale” di cui non può fare a meno. I territori di cui parla “sono posti”, dice, “che mi hanno stregato e mi sono entrati nel sangue”.

Ci sono posti molto duri, caldi, pericolosi, sanguinosi. Anche umanamente”, dice il giornalista, “è un’esperienza molto dura, però è un’esperienza che ogni volta che torni ti rendi conto che ne è valsa la pena perché hai capito quanto quei fatti ci riguardino profondamente da vicino”.

“Essere inviato” spiega, “risponde a una duplice esigenza. La prima è quella nei confronti del pubblico” perché chi conduce un programma, ha nelle mani uno strumento potentissimo che bisogna saper utilizzare e si è capaci di farlo solo quando si stringe un “patto di serietà” con il pubblico “cioè devi dimostrare loro che le cose di cui stai parlando sono cose che hai provato a toccare con le tue mani, che hai una sensibilità per la realtà e la sensibilità la si matura provando a immergersi nella realtà, sfidandosi anche a entrare in contatto con il dolore delle persone, con le sofferenze, con realtà che sono molto distanti dal nostro modo di vivere”. La seconda esigenza è quella che risponde al patto stretto con la sua redazione. I giovani inviati che lavorano con lui “sono ragazzi di straordinario talento e nonostante non abbiano molte garanzie lavorative, hanno una grande motivazione che è quella di appartenere a un progetto giornalistico televisivo onesto, trasparente e appassionato. E per mantenere viva la loro passione bisogna insegnare loro che cosa è il mestiere, che cosa significa andare nella realtà”.

L’Isis” spiega Formigli, “è il prodotto malato di una guerra tra sciiti e sunniti. E’ un falso nemico, o lo è stato per molto tempo, perché è stato il pretesto utilizzato da alcune potenze regionali per assicurarsi un dominio territoriale. Si è utilizzato l’Isis, quindi, come pretesto per combattere altri nemici che erano i veri nemici. Un esempio è l’Arabia Saudita che ha utilizzato l’Isis, composto di sunniti, per ridimensionare le mire degli sciiti e quelle dell’Iran, finanziandola. Non è da complottisti”, prosegue “dire che i sauditi hanno finanziato l’Isis perché ne abbiano prove certe. Le ultime sono le mail uscite e pubblicate da wikileaks che sono mail scritte da Hilary Clinton, quando era Segretario di Stato, in cui dice chiaramente e apertamente che i sauditi, loro alleati, finanziano l’Isis. Anche i turchi hanno utilizzato l’Isis, permettendo ai foreign fighters che arrivavano dal nord Africa di attraversare il territorio per arruolarsi nell’Isis e combattere Assad”.

La chiave che gli ha consentito di entrare a Kobane, racconta, sono stati i curdi “perché sono coloro che hanno messo il loro corpo, la loro vita tra noi e l’Isis. Sono quelli che hanno davvero difeso i confini dell’Occidente prima degli altri. Sono quelli che oggi meriterebbero il riconoscimento di uno Stato che non hanno perché sono un popolo diviso tra quattro Stati: l’Iran. L’Iraq, la Turchia e la Siria. Spero che alla fine di questo dramma che stiamo vivendo, se mai finirà, per loro ci sia finalmente una patria”.

Elena Martinelli

 

 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RomaDailyNews, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.