Covid-19, è colpa dei Neanderthal se ci ammaliamo più gravemente

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    Covid-19, è colpa dei Neanderthal se ci ammaliamo più gravemente –

    Varianti genetiche associate ad un maggior rischio di ammalarsi della forma più severa della Covid -19 potrebbero essere un’eredità che ci ha lasciato l’uomo di Neanderthal. E, secondo una ricerca pubblicata su Nature, potrebbero costituire uno dei fattori rischio per contrarre un’infezione più grave, oltre all’età avanzata e al fatto di essere maschi.

    Già in ricerche precedenti erano stati individuati sul cromosoma 3 un insieme di geni (cluster), associati ai problemi respiratori causati dall’infezione da Sars-Cov-2.

    Ora, ad individuare l’origine di questo cluster genetico sono stati Hugo Zeberg e Svante Pääbo, dell’Istituto tedesco Max Planck per l’antropologia evolutiva, che hanno analizzato gli antichi genomi degli uomini di Neanderthal e di Denisova (antichi ominini che hanno contribuito alle varianti genetiche presenti nei primi uomini moderni).

    Indagando, gli scienziati hanno scoperto che queste varianti genetiche derivano da un grande gruppo di geni, noto come aplotipo (“combinazioni di varianti nella sequenza del Dna su un particolare cromosoma”), che comprende circa 49mila basi, appartenute ad una popolazione di Neanderthal vissuta 50mila anni fa in Croazia, sud Europa ed ereditata dai primi uomini moderni.

    La ricerca è partita dall’analisi genetica di 3.199 pazienti che avevano sviluppato una forma grave della Covid-19, nei quali c’erano varianti genetiche localizzate sul cromosoma tre che, secondo i ricercatori, non potevano essere casuali data la loro frequenza. Pääbo e Zeberg hanno, così, riscontrato che la sequenza trovata nei pazienti malati della forma più grave di Covid-19, è molto simile a quella ereditata dai Neanderthal.

    Questo aplotipo è presente nel 16% circa della popolazione europea e nel 50% della popolazione dell’Asia meridionale. La frequenza più alta, è stata, tuttavia, osservata nel Bangladesh, dove il 63% della popolazione è portatrice di almeno una copia di queste antiche sequenze.

    La variazione della frequenza di questo fattore di rischio, nel genoma, può, in parte, spiegare la differenza, osservata nelle popolazioni, di ammalarsi della forma più grave della Covid-19. Ad esempio, si è visto che in Gran Bretagna, individui che discendono da genitori del Bangladesh, hanno un rischio due volte più alto di morire di Covid-19, rispetto alla popolazione generale.

    Secondo gli scienziati il lavoro non è finito qui, ora è necessario capire perché queste varianti genetiche aumentano il rischio di ammalarsi gravemente. “Dobbiamo continuare ad indagare” ha detto Svante Pääbo.

    Rita Lena

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