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Crescenzo Coppola entra nel Comitato Scientifico dell’ANGI 

ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, prima organizzazione nazionale no profit interamente dedicata al mondo dell’innovazione, si arricchisce di un nuovo membro d’élite all’interno del suo comitato scientifico, con la prestigiosa partecipazione di Crescenzo Coppola, Innovation Manager, Business Development & Sales Management per il mondo ICT.

Il nuovo ingresso porterà ulteriori competenze al comitato scientifico e all’intera associazione, andando ad impreziosire la comunità di innovatori, sempre in prima linea per il mondo innovazione e, forte dei suoi numerosi successi e traguardi raggiunti fino ad oggi, è pronta a raggiungere nuovi obiettivi e a lanciare molteplici progetti a favore dei giovani e dell’ecosistema innovazione italiano ed internazionale.

1) Crescenzo crediamo che la tua storia ed il tuo percorso possano essere di grande esempio per il nostro network. Ce la racconti?

La mia è una storia piuttosto strana. La definirei in controtendenza rispetto a quanto accaduto negli ultimi decenni a tanti giovani del Mezzogiorno. Ancor prima di laurearmi, era dicembre 2000, inviai la mia candidatura ai laboratori CSELT di Torino. Un centro d’eccellenza per chi aveva sempre sognato di lavorare in un luogo di Innovazione e Ricerca per il settore delle Telecomunicazioni. Dopo qualche settimana mi convocarono a Torino per le selezioni. Nello stesso periodo anche SUN Microsystems di Milano mi contattò per un colloquio che però non presi in considerazione visto il mio interesse forte per CSELT.

Le prove furono piuttosto impegnative ma vissute con la leggerezza e la speranza di chi non aveva ancora nulla da perdere e che era riuscito con determinazione e fortuna a completare gli esami di Ingegneria Informatica dell’Università di Napoli Federico II a 23 anni e a laurearsi a 24. La proposta di assunzione fu davvero allettante e l’idea di poter lavorare nei laboratori più prestigiosi d’Europa mi emozionava ed entusiasmava talmente tanto che, senza alcuna esitazione, imbracciai la mia valigia e mi trasferii a Torino. Sono stati anni belli e intensi che ho vissuto con la voglia di imparare e di crescere. Voglia che ancora oggi mi alimenta e mi permette di affrontare con forza e determinazione le intense e spesso impegnative giornate lavorative.

Dopo quell’esperienza durata 3 anni e mezzo, decisi di rientrare e di riconsegnare al Sud un po’ del mio impegno, delle mie competenze e della mia fatica. Pensavo fosse giusto farlo come gesto di gratitudine, rispetto e riconoscenza verso una Terra che a noi meridionali insegna e dona tanto, e spesso toglie tanto, ma che non smettiamo mai di amare. E’ difficile lasciare il Sud ma, credetemi, è altrettanto difficile ritornarci. Quando decidi di rientrare sai che stai per rinunciare a tanti vantaggi e a tanti benefici che in altre parti del Paese si conquistano con minore fatica.

Dopo il rientro iniziai a lavorare nella Direzione Business della mia Azienda con ruoli via via crescenti. Mi occupai dapprima di progettazione di soluzioni TLC e ICT per Grandi Clienti, poi ad appena 30 anni assunsi il ruolo di Key Account Manager e la responsabilità commerciale di alcuni Clienti Strategic della Campania (Università, Policlinici e Comune di Napoli). Un ruolo e una esperienza che mi hanno consentito di costruire un network di assoluto valore umano prima ancora che professionale. Dal 2013 ho iniziato a guidare gruppi di vendita prima nell’ambito del Mercato Large e poi Strategic. Dal giugno 2018 ho assunto la responsabilità di una direzione commerciale per le regioni Calabria e Sicilia e da inizio 2019 per le regioni Campania, Basilicata e Puglia. Il Sud posso dire di averlo vissuto tutto, in lungo e in largo, ed è straordinario.

2) Innovazione e Sud, due parole che messe vicino sembrano ancora a molti anacronistiche…E invece?

E invece non è così. In questi 15 anni di lavoro al Sud ho visto cambiare tante cose. Il Sud non è più solo un luogo da cui partire, da cui scappare, ma sta diventando ancora e sempre di più un luogo ricco di competenze, di energie e di Innovazione. Il Sud può giocare un ruolo di primo piano nell’era della Digital Transformation se inizia a credere in se stesso, impara a fare Rete e abbandona le logiche dannose tipiche del familismo amorale. Merito e competenza devono essere gli unici criteri attraverso i quali selezionare i giovani, premiare e sostenere le loro idee e costruire le attuali e prossime classi dirigenti.

3) Cosa puoi consigliare ai Giovani del Sud che vogliono fare impresa?

Ai giovani che vogliono fare impresa – da cui è bene dirlo non mi sento ancora tanto distante e che osservo sempre con attenzione e curiosità -, consiglio di guardare al futuro con ottimismo e di credere nel Sud. Oggi si può fare impresa al Sud lavorando su scala globale. Roma, Firenze, Milano sono a poche ore di treno e capitali come Parigi, Berlino e Londra a poche ore di aereo. Si può fare impresa in Italia e in Europa mantenendo le radici e le strutture nel Sud. Un Sud a cui, noi Giovani del Sud, dobbiamo tanto, a cui dobbiamo tutto. Un Sud che, vale la pena sottolinearlo, può diventare per la sua posizione strategica nel Mediterraneo un luogo di incontro tra Paesi emergenti, di grandi occasioni e dalle mille opportunità per i Meridionali e per i giovani d’Europa. Il futuro del Sud dipende dal Sud.