RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Crolla il tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami foto

Più informazioni su

È crollato con un boato fortissimo ed una colonna di fumo il tetto della chiesa di San Giuseppe dei falegnami.La chiesa è situata al ridosso del Foro Romano ed alle pendici del Campidoglio  essa si erge dove un tempo si trovava il Tullianum una cisterna d’acqua voluta dal re Servio Tullio poi trasformata in carcere dal re Anco Marzio, da cui deriverebbe il nome Mamertino, come ci ricorda lo storico Tito Livio.  La parte più bassa, quella arcaica, è definita Tullianum.

Così questa costruzione è uno dei monumenti dell’età regio-repubblicana di Roma più importanti e affascinanti al tempo stesso. Custodisce una grande ricchezza storica e archeologica. Le prime attestazioni del luogo risalgono al IX secolo a.C.

In questo carcere furono imprigionati molti personaggi famosi e nemici di Roma: Giugurta re della Numidia, Vercingetorige, Simon ben Giora difensore di Gerusalemme nel 71 d.C., secondola  tradizioni anche San Pietro e San Paolo furono incarcerati in questo luogo.

La Congregazione dei Falegnami nel 1540 aveva preso in affitto la preesistente chiesa di San Pietro in Carcere sopra il Carcere Mamertino e per tanto l’architetto Giacomo della Porta, nel 1597 fece iniziare i lavori della nuova chiesa, dedicata al loro patrono, San Giuseppe. I lavori furono proseguiti nel 1602 sotto la direzione di Giovan Battista Montano che progettò la facciata. La chiesa fu completata nel 1663 da Antonio Del Grande. La chiesa venne restaurata nel 1886, con la costruzione di un nuovo abside.

In questo luogo di storia ed arte si è verificato un crollo spaventoso che tuttavia sembra non avere recato danni alle opere d’arte all’interno della chiesa e nella zona sottostante occupata dal Carcere e dal Tullianum.

Dalle prime stime dei vigili del fuoco il tetto è crollato per tre quarti della sua estensione. L’interno, sotto la parte crollata, è completamente invaso da grosse travi spezzate e calcinacci.

Alfonsina Russo, ha spiegato la chiesa “è di proprietà del Vicariato, la manutenzione è di competenza della soprintendenza archeologica del Mibac, mentre al parco del Colosseo compete il sottostante Carcere Mamertino”.

“Un crollo inaspettato”, ammette il soprintendente speciale di Roma Francesco Prosperetti, per il quale i danni ammontano a circa un milione di euro. “Non credo che i tempi per il recupero della chiesa saranno brevi», dice ancora. “Si è trattato di un cedimento strutturale. C’è una tragica somiglianza con il ponte Morandi di Genova: un tirante che ha ceduto, è l’unica ipotesi possibile, perché la portanza della capriata è affidata a una catena”, aggiunge il soprintendente, che rivela come “nel 2016, dopo il terremoto ad Amatrice, avvertito anche a Roma, San Giuseppe — la cui competenza è del Vicariato — non era stata segnalata fra le chiese danneggiate. Non erano stati evidenziati problemi, ma allora come anche negli anni precedenti a causa del pregevole soffitto a cassettoni non si erano potute esaminare le capriate soprastanti”.

Emiliano Salvatore

 

Più informazioni su