RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Crollati tre piani di un palazzo a Flaminio. Si temono altri cedimenti

Più informazioni su

Flaminio

Flaminio

Mentre lo stabile è sotto sequestro per le indagini che si stanno effettuando dopo la vicenda che ha colpito i condomini di un palazzo sul Lungotevere Flaminio al civico 70 crollato nella notte del 22 gennaio u.s., i residenti dello stesso chiedono verifiche anche alla luce del fatto che saranno proprio loro, almeno per ora a pagare la rimozione delle macerie e la messa in stato di sicurezza. Un’operazione che non è ancora possibile effettuare fino a quando lo stabile sarà sotto sequestro.

Ma andiamo ad analizzare la situazione fin dalle origini.

Tutta è cominciato la notte del 22 gennaio u.s. quando un’inquilina sente degli scricchiolii. Chiama immediatamente i vigili del fuoco (erano le 0:40). Al loro arrivo è subito ovvio quello che sta per accadere, il crollo è certo. E’ stato fatto evacuare il palazzo nel cuore della notte e di lì a poco l’inevitabile è accaduto. Verso le 3:30 di notte 7°, 6° e 5° piano si sono polverizzati davanti agli occhi dei residenti.

Le cause risalirebbero probabilmente ad alcuni lavori di ristrutturazione dell’appartamento effettuati da un condomino del 5° piano. Tutti i tramezzi, che sostenevano dei muri portanti, sembrerebbero essere stati eliminati e sul sovraccarico del 6° piano, nella cui terrazza sembrerebbe ci fossero dei grossi vasi, avrebbero provocato il crollo.

Massimo Goffredo, 48 anni, architetto e residente del palazzo afferma: “Io abito al quinto e sesto piano. Nell’appartamento accanto al mio, cioè quello del crollo, stavano facendo dei lavori, hanno rimosso dei tramezzi che “collaboravano” con i muri portanti, cioè sostenevano parte del peso. Si vedeva dalla mia finestra. L’idea era un grande open space. Io non sapevo se avessero puntellato. Inoltre al piano di sopra c’erano degli enormi e pesantissimi vasi di cemento, pieni di terra e acqua, per cui più volte avevamo protestato. A mio avviso il loro peso ha contribuito al cedimento”.

Senza contare che parliamo di un palazzo del 1928, i cui lavori finirono nel 1939, ed è proprio perché definito palazzo d’epoca, costruito con determinate caratteristiche strutturali. Ora sembra una corsa contro il tempo per rimuovere le macerie. Ma ancora tutto è bloccato per via del palazzo posto sotto sequestro.

Andrea Ciacchella, condomino del secondo piano, racconta la sua esperienza: “A mezzanotte e venti l’inquilina del 7 piano ha sentito degli scricchiolii. Avendo contatti diretti con le forze dell’ordine, ha chiamato e sono accorsi i vigili del fuoco. Li ho fatti entrare anche a casa mia ma da me non c’erano problemi. Allora siamo saliti al settimo piano, e c’erano delle aperture sul solaio, lungo la muratura. Per cui con i vigili del fuoco abbiamo ipotizzato un cedimento e concordato  l’evacuazione. Al momento del crollo non ho visto nulla, c’era una grande nube, sembrava come le Torri Gemelle. Saranno state le 2 di notte, ma avevo perso la cognizione del tempo.  I vigili del fuoco stavano per rientrare per un secondo sopralluogo – ha aggiunto – per fortuna non sono rientrati”.

 Anche il Teatro Olimpico, sottostante il palazzo, è stato chiuso. Il Comandante dei vigili urbani Raffaele Clemente afferma che “Il teatro Olimpico é compromesso, non potrà operare per un po’. Non sappiamo se la struttura sia stabile, ma certo non possiamo far accedere spettatori in un edificio cosî”.

Chiuso al traffico anche il Lungotevere Flaminio, nel tratto che va da piazza Gentile da Fabriano a Ponte Duca D’Aosta (Stadio Olimpico).

Silvia Roberto

Più informazioni su