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Via dalla Finanziaria la detrazione per la classificazione sismica

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Via dalla Finanziaria la detrazione per la classificazione sismica. GIORGIO LUPOI (OICE): “Un’occasione persa, la conoscenza è il solo presupposto nella prevenzione”.

Dalla pubblicazione del decreto relativo al Sisma Bonus vi è stato un susseguirsi di interventi che hanno in parte disinnescato l’efficacia di questo provvedimento, nato su impulso dell’ex Ministro Lupi, tenuto nel cassetto per oltre un anno dall’ex Ministro Delrio, per poi essere presentato nel 2017, solo dopo alcuni mesi dal terremoto di Amatrice.

Il Sisma Bonus è un’agevolazione fiscale che consente a privati (persone fisiche, società di persone, imprenditori individuali, professionisti) e società (società di capitali ed enti) di detrarre dall’IRPEF o dall’IRES una parte delle spese sostenute – dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 – per l’analisi e gli interventi di messa in sicurezza statica delle abitazioni e degli immobili a destinazione produttiva.

Se ne sta parlando molto in questi giorni, in concomitanza con la diffusione delle linee guida, da parte dell’Agenzia delle Entrate, per la compilazione del 730.

Un aspetto di cui invece non si parla è che con la nuova finanziaria, varata durante le scorse festività natalizie, il governo ha di fatto eliminato dal testo di legge le agevolazioni per le consulenze tecniche finalizzate alla mera classificazione sismica degli edifici, che poi non sfocino necessariamente in interventi di messa in sicurezza.

Giorgio Lupoi, già Vice Presidente, ora Consigliere OICE* e Amministratore unico di Studio SPERI, società con una storia di oltre quarant’anni di esperienza nel campo delle strutture civili, infrastrutture e mitigazione rischio sismico, ha espresso le proprie riserve:

“Ancora una volta, con la nuova legge finanziaria, si è persa l’occasione per dare un vero impulso al Sisma Bonus. Auspico ci possa essere a breve un aggiornamento organico della misura, che ad oggi risulta sostanzialmente inapplicata. In particolare si pone come fondamentale il presupposto che la verifica sismica sia incentivata a prescindere dal successivo intervento. In altri termini, facendo un parallelo medico, è come se le analisi cliniche (diagnosi) fossero promosse e incentivate solo nei confronti di chi si impegna a seguire le cure, al di là dell’importanza di conoscere lo stato di salute come forma di prevenzione. Prevenzione che è tale, anche fine a sé stessa. La conoscenza è il primo fondamentale elemento per la mitigazione del rischio e per procedere ad una valutazione delle modalità di intervento. È strano che, nonostante lo stato di “anzianità” del Patrimonio edilizio italiano e l’elevato rischio sismico del nostro Paese, sia ancora così difficile porre in atto un percorso virtuoso per la mitigazione del rischio. Tale percorso passa necessariamente dalla conoscenza/consapevolezza del rischio stesso .”

 

Da ricordare come non vi sia solo questo problema, per il quale tutte le attività propedeutiche all’assegnazione della classe di rischio sismico non vengano finanziate se poi non si procede con il miglioramento sismico dell’edificio. Si aggiungono la cessione del credito da parte di incapienti, ad oggi ancora impantanata nelle maglie della burocrazia, nonché il basso valore riconosciuto ai capannoni industriali.

Non resta che sperare nel Decreto Semplificazione, augurandosi che il Ministro Toninelli raccolga le istanze degli esponenti delle associazioni di professionisti del settore.

*Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica. Costituita nel 1965, grazie alla costante crescita del numero di associati, l’OICE raggruppa oggi molte tra le grandi società di ingegneria italiane e la maggior parte delle più qualificate piccole e medie aziende del settore.

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