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Ecco riti Settimana Santa con cardinale vicario De Donatis

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Roma – Sara’ il cardinale vicario Angelo De Donatis a presiedere i riti della Settimana Santa nella basilica di San Giovanni in Laterano. Il primo aprile, Giovedi’ Santo, celebrera’ la Messa in Coena Domini alle ore 18, e, il giorno successivo, Venerdi’ Santo, alla stessa ora, presiedera’ invece la celebrazione della Passione del Signore. Ancora, sabato 3 aprile, alle ore 19, presiedera’ la Veglia di Pasqua.

Inoltre la mattina del Giovedi’ Santo, alle ore 10, nella basilica di San Pietro, concelebra la Messa Crismale presieduta dal Santo Padre. Come e’ noto, in accordo con le misure di contenimento della pandemia, i fedeli sono invitati a partecipare ai riti della Settimana Santa nella parrocchia di appartenenza o comunque in una chiesa vicina alla propria abitazione; per quanti saranno impossibilitati a recarsi fisicamente alle celebrazioni, e’ consigliabile seguire le diverse liturgie di Papa Francesco, che verranno trasmesse in diretta televisiva – su Vatican Media, Vatican News, Tv2000 (canale 28) e su Telepace (canale 73 e 214; 515 di Sky) – nonche’ sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.

Nella Veglia Pasquale, nella cattedrale di Roma, il cardinale De Donatis battezzera’ sei catecumeni (tre donne e tre uomini): un momento significativo, anche perche’ dopo due anni si celebreranno di nuovo i Sacramenti dell’iniziazione cristiana degli adulti nella notte di Pasqua, mentre lo scorso anno furono celebrati nella solennita’ dei Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno.

I nomi dei catecumeni che riceveranno il battesimo sono: Wenddy Pamela e Jean Carlos, appartenenti alla Missione Cattolica Latino Americana a Roma; Panajot Giuseppe, un ragazzo di origini albanese, formatosi nel Centro Vocazioni della diocesi con don Fabio Rosini; Marie Rose e Aminata Agnes, due sorelle provenienti dalla Guinea e formatesi presso i padri salesiani nella parrocchia del Sacro Cuore a Castro Pretorio; Marco Marcello, un ragazzo romano della parrocchia di San Nicola di Bari.

“Questi catecumeni, come anche gli altri che saranno battezzati nelle parrocchie di provenienza- sottolineano don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio catechistico della diocesi di Roma, e suor Pina Ester De Prisco, responsabile diocesana per il Servizio del catecumenato-, hanno avuto un percorso articolato: sono all’inizio della vita cristiana e non e’ stato semplice vivere il periodo della pandemia con tutte le restrizioni, eppure nonostante tutto hanno cercato di andare avanti e rimodularsi in base a cio’ che gli veniva chiesto.”

“Per tanti il tempo della preparazione ai Sacramenti e’ stato molto difficile perche’ alcuni hanno perso il lavoro; altri hanno vissuto profondamente la solitudine, non avendo una famiglia qui in Italia; altri hanno avuto momenti di scoraggiamento rispetto alla scelta intrapresa, ma nonostante la criticita’ della situazione sono andati avanti e ci hanno spesso comunicato di aver sentito fortemente la vicinanza del Signore Gesu’, che li guidava attraverso le vicende della vita e che li ha condotti fin qui. È da sottolineare come in questo tempo il lavoro e la creativita’ dei parroci e dei catechisti sono stati ammirevoli: sono riusciti a trovare modi e tempi per continuare le catechesi”.

In occasione del Triduo Pasquale, inoltre, l’Ufficio liturgico ha preparato delle schede scaricabili dal sito www.diocesidiroma.it per vivere al meglio questi momenti forti dell’anno liturgico anche tra le mura domestiche. Si tratta di sette schede, dedicate al Giovedi’ Santo, al Venerdi’ Santo, al Sabato Santo, ai defunti della settimana, alla preparazione alla veglia, alla colazione pasquale, alla benedizione della mensa di Pasqua. Sono pensate per le famiglie della diocesi, e prevedono il coinvolgimento dei bambini. Previsti, come di consueto, gesti concreti da accompagnare alla preghiera: la Bibbia aperta, una candela accesa.

“L’itinerario celebrativo che viviamo in parrocchia e’ favorito e raggiunge maggiori frutti spirituali se viene preparato da una preghiera domestica e continua dopo a risuonare anche tra le mura domestiche in un tempo di contemplazione orante, secondo l’antica tradizione mistagogica, di iniziazione al mistero”, spiega il direttore dell’Ufficio liturgico padre Giuseppe Midili.

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