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Eden, un esordio d’autore per Alessandro Cortese

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“In principio fu la luce … e con essa il giorno e la notte”.

“Nostro Padre creò la luce?”

“Sì.. e fece assai di più”.

“Cos’altro?”

“Il giorno seguente accese il firmamento di mille stelle”.

“Ne fu capace?”

“Com’è vero che ti sono innanzi”.

“Dopo? Cosa fece dopo?”

“ Il terzo giorno raccolse le acque scoprendo le terre del mondo , così che quanto scoperto potesse asciugarsi e germogliare di erba e di alberi”.

“La Sua bontà permise tutto ciò?”

“No. Fu l’interesse.”

 

E’ questo l’incipit di Eden, il romanzo d’esordio dello scrittore siciliano Alessandro Cortese, edito da Arpanet, che stravolge e reinterpreta il mito della Creazione.

Al centro del romanzo vi sono gli angeli che devono lottare per la loro libertà e che sono guidati in questo dal protagonista assoluto dell’opera, Lucifero, il custode della Luce.

Per la prima volta, Dio è identificato come il Despota, un essere feroce pronto a punire senza pietà chiunque si ribelli al Suo volere, colui che si serve dell’Arcangelo Michele per agire in Suo nome.

In un vorticoso susseguirsi di colpi di scena, di verità, di menzogne e di tradimenti, il lettore si trova coinvolto in un intreccio emozionante e inaspettato.

Un particolare importante del romanzo è la scelta di far indossare delle maschere di porcellana agli angeli, quasi a voler lasciare al lettore la possibilità di immaginare quali emozioni si nascondano dietro ad esse.

Luficero toglierà la sua maschera nel momento del dialogo con Eva, nel quale rivelerà alla donna le origini della Creazione e il motivo per il quale Dio creò gli angeli.

“Siamo il mezzo attraverso il quale il Male ha preso forma e coscienza. La vita creata per necessità di qualcosa contro la quale indirizzare l’odio. Il Male era dentro nostro Padre. Ci volle un’azione che lo rendesse concreto ed un obiettivo che ne motivasse l’esistenza.”

Un romanzo fluido, emozionante e coinvolgente che ben si potrebbe prestare ad un adattamento cinematografico. Un romanzo che inevitabilmente porta il lettore ad identificarsi con Lucifero, che in Eden non è più il principio di ogni male, ma colui attraverso il quale si arriva alla conoscenza.

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