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E’ emergenza alga nelle acque di mezzo pianeta

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E’ emergenza alga nelle acque di mezzo pianeta –

Si sta diffondendo a macchia d’olio, nelle acque dei laghi dell’Africa occidentale fino a quelle del Golfo del Messico. Si tratta di un’alga, chiamata sargasso, di colore marrone o verde scuro, tenuta a galla da vescicole di gas simili a chicchi di uva.

Secondo la ricerca pubblicata su Nature e condotta da un gruppo di ricercatori americani della Stanford University, California,  e del Goddard Space Flight Center della Nasa, Greenbelt MD, dal 2011 l’alga è una presenza fissa in queste acque.

Si è estesa a tal punto da aver formato una specie di cintura che gli scienziati chiamano la Grande cintura dei Sargassi dell’Atlantico, visibile anche dallo spazio.

Dati satellitari raccolti negli ultimi 30 anni da Landsat 5 confermano la sua crescente estensione grazie a fioriture stagionali, delle quali, le più massicce, si sono verificate nel 2015 e nel 2018, anno in cui la cintura comprendeva ben  22 milioni di tonnellate di alghe su una porzione di mare di 9.000 chilometri.

Negli ultimi mesi la situazione è peggiorata ulteriormente e la presenza del sargasso si è moltiplicata a vista d’occhio.

Normalmente quando le distese di alghe sono contenute non dovrebbero produrre grosse complicazioni, in quanto possono costituire rifugio per la fauna marina e contribuire ad ossigenare le acque dei mari e dei laghi.

In questo caso non è così, la presenza di questa alga, troppo invadente,  è decisamente dannosa, può compromettere la vita degli organismi marini che potrebbero avere difficoltà a risalire in superficie, rimanendo bloccati nella fitta vegetazione; colonizzare le barriere coralline togliendo loro  luce ed ossigeno e “avvelenare” le acque per la presenza di tossine prodotte dal fitoplancton, organismi vegetali presenti nelle alghe.

Inoltre, la massiccia invasione delle alghe procura danni anche alla salute dell’uomo e all’economia, compromettendo la fornitura di acqua potabile, rendendo quasi impossibile la pesca e danneggiando l’attività turistica, poiché i banchi di alghe lungo la riva marciscono diventando maleodoranti.

I risultati della ricerca hanno mostrato che negli ultimi tre decenni le fioriture di alghe sono aumentate nei laghi di acqua dolce a livello globale, specialmente nel corso della stagione estiva. Sono solo sei i laghi in cui la presenza del sargasso è diminuita in modo significativo.

Ciò significa che queste fioriture si stanno diffondendo e intensificando.  Secondo i ricercatori la causa dell’aumento delle alghe è da ricondurre all’utilizzo di fertilizzanti, alla pioggia e alla temperatura.

Rita Lena

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