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Gianicolo, due nuove targhe commemorative della Repubblica romana

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Da oggi il Gianicolo ha due nuove targhe commemorative della Repubblica romana. Sono state inaugurate, infatti, la targa «Passeggiata di Righetto», il viale che conduce dalla passeggiata del Gianicolo al monumento di Righetto, all’altezza delle giostre dei bimbi, e il «Belvedere 9 febbraio 1849: proclamazione della Repubblica Romana», tra piazzale Giuseppe Garibaldi e piazzale Anita Garibaldi, dove si può ammirare il muro con incisa la Costituzione della Repubblica Romana. Alla cerimonia, hanno partecipato l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Dino Gasperini, il presidente dell’Associazione Amici di Righetto Roberto Bruni, Donato Robilotta, che da assessore nella giunta Storace aveva promosso il monumento a Righetto, e Anita Garibaldi, discendente della famiglia Garibaldi. «Era nostro dovere ricordare Righetto – dichiara Gasperini – Dopo tanti anni ridiamo giustizia e dignità ad un ragazzo della storia romana. Un ulteriore passo per rimettendo a posto le cose, come abbiamo fatto nell’ultimo anno, sul tema della memoria garibaldina. Abbiamo restituito la giusta dignità ad un pezzo di storia che ci avevano raccontato pochissimo». «Ora si tratta di legare questo luogo con il resto della città», aggiunge l’assessore che ha annunciato anche che, in collaborazione con la signora Anita Garibaldi, sta lavorando al progetto di realizzare itinerari garibaldini a Roma: «Con Anita Garibaldi abbiamo già elaborato la planimetria di tutti i luoghi legati alla storia garibaldina – dice Gasperini – e ci impegneremo a renderli riconoscibili con una serie di itinerari tematici. In questo modo offriremo l’opportunità di rileggere città all’insegna della sua storia». Ringraziamenti all’aministrazione comunale arrivano da Roberto Bruni per aver approvato il progetto di nuove intitolazioni del Gianicolo dove la toponomastica è ferma al 1945. E ha ricordato il monumento a Righetto eretto nel 2005 con un progetto approvato e finanziato dalla Regione Lazio. «La targa di oggi è molto imporante nell’operazione di rivalutazione storica dei ragazzi che hanno contribuito a fare la storia ma dalla storia sono stati dimenticati – dice Bruni – Erano tamburini, portaordini, combattenti e attendenti. Righetto era trasteverino, che a 12 anni spegneva le micce delle bombe che i francesi sparavano su Roma per evitare che scoppiassero. L’ultima bomba gli scoppio tra le mani e morì dilaniato».

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