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Il Lavoro fondamento di dignità e di cittadinanza

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Il Liceo Anco Marzio ha nuovamente ospitato il 31 marzo una tappa del Viaggio nella Costituzione proposto da Legami, rete di associazioni che opera sul nostro territorio. Primo grande focus del percorso, il Lavoro, argomento quanto mai attuale e direi nodo fondamentale dei tempi che stiamo vivendo. Dopo il primo incontro del 18 febbraio scorso, svoltosi all’ospedale Grassi, nel quale sono state proposte esperienze, testimonianze concrete, storie e riflessioni di persone provenienti da vari ambiti e appartenenti a diverse generazioni, la tappa del 31 Marzo si proponeva di riportare il tessuto esperienziale nella trama della Costituzione, ritrovando in essa principi e orientamenti da confrontare e integrare con la realtà di cui si è fatta esperienza. A far da guida in questo delicato passaggio, Aldo D’Avach, ex segretario generale della Camera del Lavoro di Roma e membro del Consiglio Comunale della Giunta Veltroni, una vita dedicata al sindacato e ai problemi del lavoro e della contrattazione.

Non si è trattato di una conferenza o di una lezione ex cathedra ma di un vero e proprio incontro – dibattito, coordinato dalla portavoce della rete Legami, la prof.ssa Mirella Arcamone, che ha permesso scambio e ascolto reciproco. D’Avach ha saputo rivolgersi in modo chiaro, competente e allo stesso tempo appassionante alla platea, con l’attenzione rivolta soprattutto agli studenti, principali destinatari di una comunicazione quanto mai formativa ed efficace.

L’immagine di partenza delineata da D’Avach vede la Costituzione come insieme delle “regole del gioco”: ma queste regole non sono un dato acquisito una volta e per sempre, bensì un oggetto di continua negoziazione e riconquista. Soprattutto in una società in cui i poteri finanziari tendono a voler affermare che “il lavoro è una merce”, scardinando così il principio fondante sancito dalla Costituzione proprio nell’Articolo 1. E allora ecco che riattingere alla Costituzione ci fa risalire alle sorgenti della dignità della persona e del cittadino: D’Avach afferma con grande forza e con parole semplici e vibranti che la libertà e la dignità dei cittadini si conquistano attraverso il lavoro, che questo è il principio che sta alla base della visione del mondo, della società immaginata e fondata dai Padri costituenti. Una società in cui la dignità e la funzione della persona, la valorizzazione dei diversi ruoli, l’idea di un bene comune che si raggiunga attraverso il contributo di ognuno, siano fonte di coesione, di cooperazione, di vera concertazione nel rispetto delle diversità, nella ricerca di una autentica giustizia che non sia protezione di rassicuranti ed ataviche disuguaglianze. Una visione da cui abbiamo tristemente misurato, nel corso dell’incontro, la distanza rispetto alla società attuale, nella quale l’utile dei pochi si fonda sulla disperazione dei molti,e al datore di lavoro viene data la possibilità di violare i diritti individuali, pur di rassicurare,simbolicamente e pragmaticamente, “i mercati” , perché possano perseguire l’obiettivo della speculazione senza alcun fastidioso ostacolo, non dico etico, ma giuridico.

Eppure, al centro della mattinata, emerge una concreta speranza, l’invito ad una reazione, ad un impegno, un’indicazione di percorso che rimane senz’altro nella mente e nel cuore dei ragazzi. Al di là dello sconforto e della rassegnata impotenza rispetto ad una condizione di precarietà esistenziale e sociale, la radice della nostra storia nazionale, la Costituzione, ci invita a recuperare un orizzonte di senso tradito ma non tramontato: l’invito lanciato da D’Avach, in particolare ai giovani, è quello di riappropriarsi della dimensione del “noi”, conoscere i propri diritti, essere consapevoli della possibilità reale, tangibile, di una crescita che valorizzi e non calpesti le persone. Uscire dall”io voglio” e dagli interessi individuali per poter esprimere veramente un progetto di società più ampio e lavorare per una trasformazione che non ci veda soggetti passivi di un Grande Gioco giocato da altri, ma attori consapevoli delle regole che i padri della nostra Repubblica hanno costruito, concertato, elaborato sperimentando la bella fatica della democrazia.

Dunque, come recita il titolo dell’ultimo libro di don Luigi Ciotti, “la speranza non è in vendita”. Proprio con la lettura di un brano da questo libro si è aperto l’incontro e non a caso questa sembra essere la chiave dell’ intenso momento di confronto e riflessione: ci sono cose che non obbediscono alle pure leggi dei mercati, ed è di queste che l’uomo si nutre, in quanto individuo e nelle sue relazioni sociali. Radicarsi nella Costituzione significa per noi oggi ritrovare il senso del nostro essere “insieme”, del nostro essere “nazione”.

                                                                                                                                          Tina Del Monaco

 

LEGÀMI Rete di Associazioni:

 

Affabulazione – L’Alternativa – Casa dei Diritti Sociali –

Ciao Onlus – Comunità di Sant’Egidio (Ostia) – Equorete –

F.L.C CGIL Roma Ovest  FOCUS –

Giovani Non Più Disposti a Tutto – A.P.S. Ideas Europa 

IO NOI ONLUS – Libera (Presidio G. Siani) –

Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica (Roma) –

NONVIOLENZA (Movimento Nonviolento Litorale Romano) 

Observo onlus – La ZAGARA

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