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IL REFERENDUM SUL DIVORZIO COMPIE QUARANT’ANNI

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divorzio-allitaliana1Oggi, a quarant’anni esatti dallo storico referendum del 1974, si torna a parlare di divorzio.

Il 26 maggio dovrebbe approdare in aula un testo di legge per ridurre da tre a un anno i termini per dichiarare legalmente concluso un matrimonio. Questo provvedimento aiuterebbe non solo i tribunali civili ad alleggerire l’esorbitante numero delle pratiche in attesa di una sentenza ma renderebbe anche meno doloroso lo spazio temporale nel quale la coppia sosta, spesso in condizioni di profondo disagio psicologico.

L’ultima indagine Istat sulle separazioni e divorzi in Italia, riferita all’anno 2011 e pubblicata il 27 maggio 2013, mostra una marcata tendenza alla crescita se si guarda agli ultimi 15 anni. Nel 1995, infatti, su mille matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi mentre nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. La durata media di sopravvivenza dell’unione è di circa 15 anni per le separazioni e 18 per i matrimoni. C’è un netto aumento dell’età media in cui ci si separa (40-45 anni) dovuta al fatto che ci si sposa sempre più tardi mentre si preferisce nettamente affrontare una consensuale nell’84,8% delle separazioni e nel 69,4% dei divorzi contro il 15,2% delle coppie che scelgono una separazione giudiziale.

Si conferma, quindi, un aumento della instabilità coniugale, che non risparmia gli ultrasessantacinquenni e che porta alla luce un fenomeno recente e in aumento: quello della separazione fra coniugi di coppie miste.

Una conquista tutta al maschile è quella rappresentata dalla Legge 54/2006 che ha prodotto una netta inversione di tendenza sul versante dell’affidamento dei figli. Infatti, con l’entrata in vigore di questa legge, è stato introdotto, come modalità ordinaria, l’istituto dell’affido condiviso dei figli minori tra i due coniugi cioè entrambe i genitori ex-coniugi conservano la potestà genitoriale (che prima spettava esclusivamente al genitore affidatario) e devono provvedere al sostentamento economico dei figli in misura proporzionale al reddito.

Sono passati quaranta anni da quando il 59% dei 33 milioni di cittadini italiani si presentarono alle urne per esprimersi contro l’abrogazione della Legge n. 898 del 1° dicembre 1970 che regolava questo irrinunciabile diritto. Quel fatidico verdetto ha permesso a molti uomini e a molte donne di esercitarlo negli anni a venire e i freddi numeri sopra riportati mostrano con forza una cosa: che una piccola conquista sul fronte della libertà l’abbiamo ottenuta, anche se la strada è ancora lunga.

 (Elena Martinelli)

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